Senzatetto sfondano reti e entrano all’ex Lancisi: residenti preoccupati

ANCONA – Volanti della Questura sul posto per monitorare la situazione

Chi dice che l’ex Lancisi di Ancona non interessa a nessuno dovrà rivedere le proprie posizioni. Ieri mattina un gruppo di richiedenti asilo politico ha sfondato sotto gli occhi di alcuni residenti della zona parte della reti di protezione del complesso in stato di abbandono da anni e come se nulla fosse è entrato all’interno dei locali.

Un passaggio di certo non complicato basti pensare che al piano della strada a pochi metri dall’entrata di quello che una volta era il pronto soccorso c’è una porta spalancata. Non è la prima volta che l’ex ospedale cardiologico finisce nel mirino dei senzatetto.

Già la scorsa settimana alcuni residenti avevano notato strane luci accendersi e spegnersi nelle ore notturne all’interno dell’ospedale ma c’è anche chi affacciandosi dal balcone di casa in via Scandali si è ritrovato faccia a faccia con alcuni migranti che avevano appena trascorso la notte in una delle camere dell’ex ospedale al secondo piano affacciati alle finestre a fumare una sigaretta. Una cosa è certa, quelli che ieri mattina hanno divelto la rete e sono entrati all’interno dell’ex ospedale per buona parte avevano trovato rifugio alle scuole Antognini in via Canale dove sono in corso i lavori di ristrutturazione. Senza fissa dimora che dopo giorni di trattative si sono allontanati, impossibile infatti ipotizzare la ristrutturazione di un edificio in mezzo a coperte materassi e bivacchi di fortuna. Ieri mattina sul posto sono intervenute le Volanti della Questura di Ancona per monitorizzare la situazione.

A chiamare le forze dell’ordine un gruppo di residenti di via Baccarani: “Non siamo razzisti, nè tantomeno abbiamo pregiudizi nei confronti di queste persone, ma ipotizzare un bivacco a pochi metri dalle nostre abitazioni non è una cosa particolarmente piacevole. Chi ha avuto modo di entrare all’interno di questa struttura non ha potuto fare a meno di raccontare che i locali sono invasi dallo sterco dei piccioni così come non mancano le carcasse di animali in avanzato stato di decomposizione. Oltre ad una questione di ordine pubblico c’è anche un problema igienico sanitario”. Nel frattempo in alcuni condomini sono stati affissi dei cartelli che invitano alla prudenza.

L’immobile risulta essere di proprietà dell’azienda ospedaliera universitaria delle Marche ma l’ex Lancisi in via Baccarani -complesso di oltre 6500 metri quadrati- è una ferita aperta nel quartiere di Borgo Rodi da oltre ventanni. Tre le aste andate deserte nonostante la base di vendita da 2,3 milioni fosse stata ribassata rispetto ai 2,7 milioni del primo tentativo. E pensare che anni addietro era stato sciolto persino il nodo più stretto: non pesano più i limiti della destinazione urbanistica. Per ridare vigore a quell’area logorata, l’elenco delle possibilità offerte ora è vario e dettagliato: abitazioni, uso commerciale, studi privati, sedi istituzionali e amministrative, attrezzature socio-sanitarie o culturali. Non sono esclusi parcheggi attrezzati, commercio al dettaglio, scuole dell’obbligo e strutture religiose. La variante non è stata sufficiente a far superare uno stallo che iniziò nel 2003, quando il vecchio cardiologico lasciò il quartiere per riorganizzarsi a Torrette.

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