di Fulvia De Santis
A San Benedetto del Tronto, nel corso dell’incontro dedicato alla sanità e al supporto alle fragilità, Pasqualino Piunti, insieme all’ingegnere Roberto Poletti e l’avvocato Luigi De Scrilli ha ribadito con forza il proprio impegno sul tema, maturato negli anni di amministrazione.
“Ho sempre voluto seguire direttamente la sanità, fin dai ruoli di vice sindaco e assessore fino a quello di sindaco, perché è un tema che interessa tutti”, ha affermato Piunti, spiegando la scelta di mantenere personalmente questa delega durante il suo mandato.
Piunti ha sottolineato come, nonostante i Comuni non abbiano competenze dirette in materia sanitaria, il loro ruolo resti centrale: “Sappiamo che la sanità è competenza dello Stato e delle Regioni, e che il nostro interlocutore principale è la Regione, ma il sindaco resta il responsabile numero uno della salute e della sicurezza dei cittadini”.
Proprio per questo, ha ricordato una delle iniziative più significative della sua amministrazione: “Ho voluto dare un segnale forte istituendo una commissione sanità, una scelta che poi è stata seguita anche da altri territori”.
Nel suo intervento, Piunti ha evidenziato anche le criticità legate al passato: “Negli anni il campanilismo tra territori ha finito per penalizzare la nostra area e favorirne altre”, sottolineando come queste dinamiche abbiano inciso negativamente sullo sviluppo del sistema sanitario locale.
Un passaggio importante è stato dedicato al tema della mobilità sanitaria: “Quando i cittadini vanno a curarsi fuori regione, si crea un costo per il nostro sistema. Dobbiamo invertire questa tendenza”. Secondo Piunti, la chiave sta nel valorizzare le risorse già presenti: “Abbiamo professionisti di grande livello, ma spesso non hanno gli strumenti adeguati. Se li mettiamo nelle condizioni giuste, possiamo generare mobilità attiva e attrarre pazienti da fuori”.
Piunti ha di seguito collegato il tema della sanità a quello della sicurezza del territorio: “San Benedetto ha caratteristiche particolari, tra turismo, porto, ferrovia e autostrada, che aumentano i fattori di rischio. Per questo serve maggiore attenzione e un rafforzamento della presenza dello Stato”, aggiungendo che “un commissariato di primo livello non è una pretesa, ma una necessità per il nostro territorio”.
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