di Fulvia De Santis
La FIAB, Federazione Italiana Ambiente Bicicletta di San Benedetto del Tronto è una realtà giovane ma già molto attiva sul territorio. Nata nel 2022, l’associazione è oggi al suo quarto anno di attività e porta avanti con costanza un lavoro di promozione della mobilità sostenibile e dell’uso della bicicletta.
«La FIAB esiste in questo comune dal 2022, quindi siamo al quarto anno di attività. Lavoriamo principalmente su tre assi: sensibilizzazione, promozione dell’uso della bicicletta e attività di advocacy», spiega la presidente Paola Bruni. Uno degli ambiti principali di intervento è quello educativo, con progetti rivolti alle scuole per diffondere una maggiore consapevolezza tra i più giovani. «Quest’anno abbiamo un progetto in corso con le scuole medie di Grottammare, stiamo parlando anche con Monteprandone e purtroppo non abbiamo ancora attività in corso con le scuole di San Benedetto, ma continuiamo a sperarci». Accanto a questo, l’associazione organizza pedalate ed eventi aperti alla cittadinanza, spesso inseriti nel calendario nazionale FIAB. «Cerchiamo di promuovere la bicicletta utilizzando la bicicletta», sottolinea Bruni, ricordando appuntamenti ormai consolidati come la pedalata sulla ciclabile del Tronto e quelle del 25 aprile e del primo maggio.

Il terzo ambito di intervento è quello dell’advocacy, ovvero il dialogo con istituzioni e amministrazioni locali. «Cerchiamo di parlare con le realtà amministrative e istituzionali del territorio per portare alla luce problematiche da risolvere, che purtroppo sono numerose». Proprio sul tema della viabilità emergono diverse criticità. «Ciclisti e pedoni rappresentano il target più indifeso all’interno delle realtà urbane. In questi anni abbiamo utilizzato i canali di comunicazione formali per segnalare problemi, ma molte richieste, soprattutto legate alla sicurezza e alla manutenzione, non sono state prese in carico».
Uno sguardo più ampio sulla situazione arriva dall’intervento di Paolo Laureati, che analizza il contesto territoriale e infrastrutturale. «Nel territorio di San Benedetto passano due ciclovie di livello nazionale e regionale: la ciclovia Adriatica, che collega il Veneto alla Puglia, e la ciclovia del Tronto, che unisce Ascoli a San Benedetto».
Quest’ultima è ormai quasi completata e ha visto anche il contributo diretto della FIAB. «Abbiamo posto il problema di come attraversare il ponte della SS16 senza rischiare la vita. È stata recepita una nostra proposta di modifica, con un percorso alternativo più sicuro».
Resta però aperto il nodo del ponte sul Tronto. «I lavori sono finalmente iniziati dopo anni di attese, ma i tempi non sono ancora certi. Per il 2026 la vedo difficile, è più realistico pensare al 2027». Non mancano criticità anche per la ciclovia Adriatica, in particolare nel tratto di Cupra Marittima, dove si stanno cercando soluzioni per superare le difficoltà legate alla presenza dei campeggi. La FIAB ha inoltre partecipato al percorso di definizione del PUMS e del Biciplan, strumenti strategici per la mobilità sostenibile. «Abbiamo preso parte alle fasi partecipative insieme ad altri stakeholder. Il piano è stato approvato, ma resta uno strumento strategico: senza una giunta, l’attuazione concreta è ferma».
Infine, uno sguardo alle sfide future, che secondo Laureati riguardano soprattutto il cambiamento culturale. «Le questioni principali sono due: la sensibilizzazione della classe politica e quella degli utenti della strada. Se non lavoriamo tutti con lo stesso obiettivo, non riusciremo mai ad avere risultati concreti». In un contesto urbano in cui ciclisti e pedoni restano le categorie più vulnerabili, il lavoro della FIAB si inserisce in una visione più ampia: costruire città più sicure, sostenibili e attente alle esigenze di tutti.
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