di Fulvia De Santis
San Benedetto del Tronto si muove verso le prossime elezioni amministrative con un primo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto che sostiene la candidatura a sindaco di Giorgio Fede. Un appuntamento, quello di oggi 29 marzo, ospitato all’Hotel Progresso e partecipato da centinaia di cittadini, ha rappresentato il primo banco di prova pubblico di un’alleanza ampia.
Fede nel suo discorso ha insistito sul valore dell’unità, definendola come la capacità di mettere il “noi” davanti all’“io”, e ha sottolineato come il percorso intrapreso non sia nato per esigenze elettorali ma da un confronto reale con il territorio, associazioni, cittadini e realtà locali, attraverso momenti partecipativi come il “weekend delle idee”. Un passaggio che ha voluto marcare la differenza rispetto agli avversari, lasciando ai cittadini il giudizio finale alle urne.
Nel suo intervento, il candidato sindaco ha chiarito di non voler chiedere “fiducia in bianco”, ma partecipazione attiva, indicando la volontà di costruire un progetto che vada oltre il mandato amministrativo.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata all’edilizia abitativa, con la necessità di evitare che San Benedetto diventi una città accessibile solo a chi ha grandi disponibilità economiche, al rilancio del commercio cittadino, alla destagionalizzazione del turismo e al sostegno a settori in difficoltà come la pesca. Ampio spazio anche alla mobilità e alla pianificazione urbana, con la critica a una città che da decenni non aggiorna in modo sostanziale il proprio piano regolatore e fatica a offrire soluzioni adeguate su parcheggi e trasporti.

Nel passaggio più politico del suo intervento, Fede ha richiamato una proposta di legge depositata in Parlamento il 13 marzo, l’atto n. 2844 alla Camera, che punta a riconoscere maggiore dignità istituzionale e accesso alle risorse per quelle città che, come San Benedetto del Tronto, hanno superato per popolazione i capoluoghi di provincia. La proposta non mira a modificare formalmente lo status di capoluogo, ma a consentire a questi centri urbani di partecipare a bandi e finanziamenti oggi preclusi, riequilibrando così le opportunità di sviluppo territoriale. Un esempio citato riguarda i fondi per la mobilità sostenibile, dai quali la città è rimasta esclusa. L’obiettivo, ha spiegato, è permettere a realtà dinamiche come San Benedetto di competere per risorse nazionali ed europee e rafforzare il proprio ruolo nell’area del Piceno.
Nel corso della serata si sono alternati gli interventi dei rappresentanti delle liste della coalizione, che comprende Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, PSI, Rifondazione Comunista, Dipende da Noi e Progetto Marche Vive. Tra questi, Paolo Canducci ha attaccato ironicamente il centrodestra definendolo una “coalizione Arlecchino”, mentre Orlando Ruggeri e altri esponenti hanno evidenziato il valore del percorso unitario costruito nelle ultime settimane.
Non sono mancate critiche agli avversari, soprattutto in relazione alle divisioni interne e alla difficoltà di esprimere una linea condivisa, ma il filo conduttore degli interventi è rimasto quello della proposta politica più che dello scontro diretto. In sala erano anche presenti gli ex sindaci locali come Enrico Piergallini, Paolo Perazzoli e Antonio Spazzafumo, la cui presenza è stata letta come un segnale di continuità e sostegno al progetto. Proprio a Spazzafumo, Fede ha rivolto un riconoscimento pubblico.
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