di Gianluca Fenucci
«La sala consiliare del Castello è interdetta e il consiglio comunale sarà in modalità videoconferenza: quali sono le vere cause dell’inagibilità?». A chiederlo l’ex candidato sindaco ed ex consigliere comunale Marco Baldassini e la consigliera Maria Ambrogini di Vola e Ancora Falconara e Riformisti per Falconara. Maria Ambrogini riferisce che è stato presentato un accesso agli atti per conoscere le vere cause della criticità visto che quanto riferito dal vicesindaco Giacanella, ovvero l’aggiornamento, che era scaduto, della normativa antincendio non sembra credibile come motivazione. Baldassini, negli anni in cui era stato consigliere, aveva già portato a conoscenza, depositando diverse interrogazioni sugli interventi di adeguamento sismico delle sedi comunali, che le vulnerabilità sismiche del Castello e di Palazzo Bianchi sono scadute, e nulla di concreto è stato fatto. Nel 2021 l’ultima interrogazione a firma dell’intera minoranza con primo firmatario proprio Baldassini chiedeva, a seguito della scossa di terremoto del 29 ottobre di quell’anno, se il Castello fosse sicuro o avesse subito danni irreparabili e la giunta era stata rassicurante, visto che aveva sostenuto che “dal punto di vista statico il fabbricato fornisce garanzie di resistenza e rigidezza tali da garantire la fruibilità correlata alle attuali destinazioni d’uso”. «C’è forse un’inadempienza dell’amministrazione comunale – chiede la Ambrogini – che invece di programmare e cercare di risolvere in tempo utile questo aggiornamento si accorge all’ultimo minuto che la sala consiliare non può essere utilizzata per svolgere le sedute del consiglio comunale?».
Il vicesindaco Marco Giacanella replica che “la temporanea inagibilità della sala consiliare è dovuta esclusivamente a un’anomalia riscontrata durante i controlli periodici obbligatori sull’impianto antincendio: è stato rilevato il mancato funzionamento del sistema di allarme, elemento che impone, nel rispetto delle normative vigenti, la sospensione dell’utilizzo della sala fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza o del suo utilizzo con due operatori antincendio”. Secondo Giacanella si tratta di una procedura ordinaria: i controlli vengono effettuati proprio per garantire la sicurezza degli ambienti pubblici e, laddove emergano criticità, è dovere dell’amministrazione intervenire tempestivamente. «L’amministrazione si è già attivata per riparare il sistema di allarme il prima possibile così da consentire il ritorno alle sedute in presenza. Nel frattempo, lo svolgimento del consiglio comunale in modalità videoconferenza rappresenta una soluzione responsabile e pienamente legittima ed è del tutto infondata la ricostruzione che collega questa situazione a presunte problematiche strutturali o sismiche del Castello: affermazioni – dice Giacanella – che non trovano alcun riscontro tecnico e rischiano solo di generare allarmismo ingiustificato tra i cittadini».
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