La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quella presente nella circolare di qualche giorno fa, quando su firma della dirigente scolastica Cinzia Pettinelli, al Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno è stata indetta la prima ricreazione obbligatoriamente in classe dalle 9:55 alle 10:05. Questo perché – e si legge sempre nella circolare – l’indice di affollamento nei corridoi e degli altri piani del Liceo durante questa ricreazione sarebbe troppo alto, così come il verificarsi “sistematico di comportamenti e situazioni tali da costituire un pericolo per l’incolumità delle studentesse e degli studenti durante detta pausa”.
Il tutto sempre per la massima sicurezza. La seconda ricreazione, invece, quella dalle 11:55 alle 12:05, “al momento continuerà a svolgersi nei corridoi e nei piani di rispettiva pertinenza”. Quindi, i docenti sono tenuti a vigilare queste norme, che gli studenti non scendano di piano o il girovagare per la scuola in quei dieci minuti. Questa nuova disposizione è entrata in vigore da ieri, lunedì 20 ottobre, e oggi invece gli studenti hanno scioperato di fronte all’ingresso della scuola. “Lo sciopero di questa mattina è per protestare contro i provvedimenti presi dall’Istituto, che sta limitando sempre di più quelli che noi consideriamo aspetti importanti tanto quanto la didattica, come ad esempio l’intervallo con le altre classi, fondamentale per la socializzazione, i tornei, momento durante assemblee di scambio e condivisione, lo stage e la settimana bianca e così via”.
A parlare sono i rappresentati della Lista Voce Studentesca (Lista 2) candidata appunto come rappresentanza degli studenti. “Aurora Bartolomei e il capolista Rachele Costantini, insieme a Giammaria Sammarco, Bendetta Bonfini, Lucrezia Flaiani e Matteo Rociola, ci siamo riuniti con gli studenti della scuola per far risuonare la nostra voce. Lo sciopero non contesta il provvedimento in sé per sé ma il fatto che siano gli studenti a subire le conseguenze di una precarietà nella sicurezza della struttura”. Gli stessi studenti, ieri all’uscita della circolare, avevano tentato un colloquio diplomatico – non che lo sciopero sia stato violento, anzi, tutto nel rispetto delle regole – con la stessa Dirigente Scolastica, chiedendo di anticipare il Consiglio d’Istituto per risolvere la situazione. Questo perché il provvedimento sopra citato sarebbe una sorta di “tampone” fino alla data del 28 ottobre, appunto data del Consiglio d’Istituto. Gli studenti hanno chiesto di anticipare per non “perdere” una settimana ma la proposta non è stata accettata. Da qui è partita l’idea dello sciopero, poi divenuta concreta nelle ore successive.
La dirigente Cinzia Pettinelli ha riconfermato in questo colloquio la sua paura per degli avvenimenti sugli spazi, non congrui al numero di persone che occupano la scuola. Tutto questo però, dicono gli studenti “non è un qualcosa che dobbiamo pagare noi. Se gli studenti sono troppi è vero che bisogna fare qualcosa ma la soluzione adatta non sarà mai quella di chiuderci dentro le classi per cinque ore“. Ci sono stati, comunque, avvenimenti pericolosi come la caduta di un armadio. “La scuola dovrebbe preoccuparsi di fissare armadi, mensole e metterci in sicurezza. Lo sciopero non è per la ricreazione in sé, serve farci capire che la scuola deve metterci in sicurezza”.
Alcuni professori hanno appoggiato gli alunni in questo sciopero, ascoltando le motivazioni. Inoltre, questo provvedimento dell’intervallo in classe era già stato proposto ad inizio anno scolastico, anzi, anche alcune settimane precedenti alla prima campanella. Lì tutti i docenti avevano bocciato questa proposta, non d’accordo. “Non capiamo perché – continuano gli studenti – visto che questa proposta era già stata bocciata ora dobbiamo ritrovarcela così. Ripetiamo, questa non è una soluzione, sembra solo un modo per nascondere il problema”. In termini di aderenze, diversi i ragazzi e le ragazze che hanno appunto accettato lo sciopero. Dal triennio in poi, ad esempio, tutti hanno aderito. Nel totale, un buon 60% degli studenti stessi.
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