Le lapidi sono molto importanti per chi ha tra i suoi cari delle persone ormai defunte. La lapide è per certi versi una vera e propria testimonianza, che permette a chiunque di riconoscere chi è la persona sepolta o tumulata in quel luogo. Visitando un cimitero forse ti sarà già capitato diverse volte di notare delle lapidi in pessime condizioni, con le scritte ormai difficili da leggere. In queste situazioni si può intervenire con un restauro.
Il restauro delle scritte su lapidi è un processo delicato che richiede competenze specializzate per preservare l’integrità e la leggibilità delle incisioni. Se desideri approfondire le tecniche e le procedure coinvolte in questo ambito, puoi consultare la guida professionale offerta da Angelani Restauro sul restauro lapideo.
Di che materiale è composta la lapide?
Prima di iniziare con il restauro vero e proprio è essenziale riconoscere di quale materiale è composta la lapide. Per la produzione di lapidi si utilizzano materiali molto differenti tra di loro, ognuno dei quali ha specifiche caratteristiche fisiche.
Ecco quali sono i materiali più usati in questo settore:
- Marmo: Un materiale tipicamente molto poroso. Nel corso del tempo può scolorirsi o anche macchiarsi. Quando si lavora sul marmo si usano prodotti molto delicati;
- Granito: Il granito è molto resistente, ma bisogna fare attenzione a evitare scheggiature;
- Travertino: Questo materiale assorbe l’umidità molto facilmente, e nel tempo potrebbe essere soggetto a erosione;
- Arenaria: Ha caratteristiche simili a quelle del travertino.
Pulizia approfondita
Prima di restaurare le scritte delle lapide è preferibile eseguire una pulizia della superficie. Ogni impurità e traccia di sporcizia deve essere eliminata se si vuole effettuare un restauro a regola d’arte.
Il nostro consiglio è quello di usare dei prodotti realizzati specificatamente per la pulizia di queste superfici. Di solito si tratta di prodotti neutri: evita detergenti troppo forti, che potrebbero intaccare il materiale di cui è composta la lapide.
Occhio anche agli strumenti che si usano per questa operazione: niente idropulitrici ad alta pressione, meglio usare spazzole morbide e delicate.
Il restauro delle scritte
Per quanto riguarda invece il restauro delle scritte, che è l’argomento principale di questo articolo, molto dipende da come sono state realizzate. In questo modo il restauratore può valutare quale sia la soluzione migliore da mettere in atto.
Ad esempio le scritte incavate all’interno delle lapidi possono essere ricalcate con una vernice specifica. Questa tecnica si usa quando la scritta, nonostante il deterioramento, è ancora leggibile.
In altre situazione si può invece effettuare una nuova incisione, con lo scopo di riportare la scritta al suo stato originale.
Purtroppo ci sono anche casi in cui i danni provocati dal tempo siano ormai irreversibili. Al posto del restauro si può procedere con l’applicazione di una nuova targa, in modo tale da rendere leggibile il nome del defunto.
Aspetti normativi
Dal punto di vista normativo è possibile che il restauro di una lapide, anche se personale e priva di valore storico, preveda specifiche autorizzazioni da parte del comune. Puoi consultare il regolamento comunale per saperne di più su questi aspetti. Oppure puoi chiedere direttamente ai responsabili del cimitero, che sicuramente conoscono tutte le procedure burocratiche da rispettare prima di procedere con il restauro di una lapide.
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