Renato Zero in concerto, tre ore di emozioni e un amore infinito per le Marche

A dispetto dei 75 anni suonati, ancora grande protagonista sul palco

Renato Zero e le Marche, amore infinito. Il concerto di ieri sera (sabato 28 marzo) a Pesaro ha ribadito il legame indissolubile tra l’artista romano e la regione Marche, elogiata come terra dai nobili sentimenti, dell’accoglienza e popolata da gente laboriosa e generosa.

La terra natia di papà Domenico Fiacchini da Villa d’Aria di Serrapetrona “che mi guarda da lassù, orgoglioso di me che a questa età continuo a fare il saltimbanco”, frase di congedo di fine concerto tra il tripudio dei 15000 che hanno gremito la Vitrifrigo Arena. Serata speciale anche per Giulio Spadoni e Mauro Mario Mariani, universalmente riconosciuti dai sorcini della zona come gli ambasciatori della zerofollia marchigiana. Il primo autore del libro “La mia irreversibile zerofollia, storia di un sorcino che ce l’ha fatta” e il mangiologo ascolano, volto notissimo anche per le sue presenze a Uno Mattina con Massimiliano Ossini, che per l’occasione ha toccato un traguardo importantissimo, ovvero il centesimo concerto di Renato Zero a cui ha assistito. Mariani, Marietto per gli amici, è indubbiamente il re dei sorcini marchigiani, ogni sua presenza nella platea dei concerti desta curiosità anche per gli outfit scelti. Nella serata pesarese un cappello pieno di brillanti e una maglia nera con due zeri luccicanti, per questa volta più appariscente del “maestro” Renato che invece si è vestito di sobrietà ed eleganza con due abiti monocolore blu e nero, e la concessione di un cappello a mezzo cilindro in tinta.

Lo show. Per quasi 3 ore Renato Zero ha dato vita a uno spettacolo strepitoso, una voce calda, possente e intonatissima. Un concerto provocatorio, in cui il libero pensiero dell’artista ha preso di mira la guerra, i governi che giocano con le nostre vite, l’ìsolamento e il degrado culturale “Pirandello fa ancora paura”… Il filo conduttore è la madre, si parte con quella che rinuncia al proprio figlio con la denuncia antiabortista di “Sogni nel buio”, poi “No mamma no” in cui è rappresentata la madre patria e il tricolore che sbiadisce sul megaschermo fino a diventare bianco, le mamme e donne vittime di femminicidio ricordate in “Libera”, madre natura con “Il canto di Esmeralda” e la foresta amazzonica violata dall’uomo, la madre celeste con “Ave Maria”, e per finire l’inedito “Resta con me” dedicato a mamma Ada con tanto di disegno animato in video. Una scaletta che ha spaziato da alcuni estratti dell’ultimo lavoro L’ora Zero, andando a pescare nell’immenso repertorio brani classicissimi come Vivo, Il Carrozzone, Più sù, Amico, Il cielo e I migliori Anni della nostra vita, raccolti in medley. E si è anche ballato con il pubblico in piedi sulle note di Madame, Il Triangolo, Mi Vendo e Resisti. Renato Zero a dispetto dei 75 anni suonati, ancora grande protagonista sul palco a rinnovare un amore incrollabile con il pubblico, anche in questo lunghissimo tour con sold out in tutte le date sul territorio nazionale

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