Ancona la provincia marchigiana in cui si è votato di più. Il No in vantaggio
In attesa dei risultati definitivi del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, nelle Marche si registra un’affluenza pari al 63,76%, superiore alla media nazionale che, seppur ancora provvisoria, si attesta al 58,87%. La regione si colloca così al quarto posto in Italia per partecipazione al voto: in testa c’è l’Emilia-Romagna con il 66,75%, mentre in coda si trova la Sicilia con il 46,35% (entrambi dati parziali).
Tutte le province marchigiane hanno superato la soglia del 63%. La più partecipativa è stata Ancona con il 64,16%, seguita da Pesaro-Urbino (64,09%), Ascoli Piceno (63,59%), Fermo (63,22%) e Macerata (63,17%).
Essendo un referendum costituzionale, non è previsto il raggiungimento del quorum: il risultato sarà quindi valido indipendentemente dal numero complessivo dei votanti.
Il quesito riguardava una riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, prevedendo due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare incaricata di valutare i procedimenti a carico dei magistrati. Il voto favorevole (sì) sosteneva l’approvazione della riforma, mentre il voto contrario (no) puntava a mantenere l’attuale sistema.
Con oltre la metà delle sezioni scrutinate il no è in vantaggio sul sì, con il 54,57% dei voti contro il 45,43%. Sono i dati riportati dal sito Eligendo, in continuo aggiornamento.
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