Importante intervento di tutela della fauna marina. Un’altra è stata invece trovata priva di vita
di Fulvia De Santis
Un triste ritrovamento ha segnato la mattinata di giovedì 2 aprile lungo il litorale: una tartaruga marina è stata rinvenuta sulla battigia, nei pressi dello chalet Zodiaco. L’animale sarebbe stato trascinato a riva dopo essere morto in mare aperto.
Secondo le prime ipotesi, le condizioni meteo avverse avrebbero avuto un ruolo determinante. Onde particolarmente forti e vento intenso potrebbero aver spinto l’animale fino alla costa, in seguito a una violenta mareggiata. Non si esclude che il maltempo abbia contribuito anche a un possibile disorientamento della tartaruga. “Eventi di questo tipo non sono purtroppo rari, soprattutto dopo episodi di mare agitato e forti correnti”, spiegano gli esperti, sottolineando come il fenomeno dello spiaggiamento della fauna marina sia spesso legato a fattori ambientali critici.
Un importante intervento di tutela della fauna marina, quello avvenuto la mattina del 2 aprile, ha visto protagonisti i volontari della Fondazione Cetacea, attivi presso il Centro Tartarughe Marine di Grottammare. A Porto d’Ascoli è stata infatti recuperata una giovane tartaruga della specie Caretta caretta, lunga circa 31 centimetri, trovata spiaggiata in condizioni critiche.
“La segnalazione è arrivata tempestivamente dall’AST veterinaria e ci ha permesso di intervenire immediatamente”, ha dichiarato Marco Carlini della Fondazione Cetacea. “L’animale appariva molto debilitato e presentava una vistosa ferita sul lato destro del carapace, segno evidente di un possibile impatto in mare. Considerata la gravità delle condizioni, abbiamo deciso per un trasferimento urgente”.
L’esemplare è stato quindi trasportato presso l’ospedale delle tartarughe marine della Fondazione a Riccione, struttura specializzata nella cura e riabilitazione di queste specie protette, con il supporto della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto che ha collaborato alle operazioni.
Alla tartaruga è stato dato un nome simbolico: “Love”. “È un augurio di speranza per la sua guarigione e un richiamo concreto all’importanza della salvaguardia dell’ambiente marino”, ha aggiunto Carlini. L’intervento rappresenta un segnale importante per il Centro Tartarughe Marine di Grottammare, sempre più impegnato nella protezione della biodiversità marina e nella sensibilizzazione del territorio.
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