Raffaella Carrà, ritrovate le cinture della mostra “Rumore”

Un pacco anonimo è stato recapitato negli uffici comunali contenente proprio gli oggetti scomparsi

di Fulvia De Santis


A pochi giorni dal furto che aveva scosso i curatori della mostra “Rumore” (LEGGI QUI), dedicata a Raffaella Carrà presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, arriva il lieto fine: le due cinture sottratte dall’esposizione sono state restituite in forma anonima agli uffici comunali e risultano perfettamente integre.

Il caso aveva destato grande attenzione, anche per il valore simbolico degli oggetti trafugati. Si tratta infatti di due cinture appartenenti ad abiti iconici indossati dalla celebre artista italiana e custoditi all’interno della collezione privata “Collezioni Carrà”, curata da Giovanni Gioia e Vincenzo Mola.
Il furto era stato scoperto nei giorni scorsi dagli stessi organizzatori della mostra, che avevano immediatamente denunciato l’accaduto. Le indagini erano quindi partite per cercare di identificare i responsabili, ancora oggi ignoti. Non è chiaro se ad agire sia stata una sola persona o più soggetti.

Nelle ultime ore però la svolta inattesa. Un pacco anonimo è stato recapitato negli uffici comunali contenente proprio le due cinture scomparse. Gli accessori, dopo le verifiche effettuate, sono risultati integri e in ottime condizioni. Una vicenda che sembra essersi conclusa con un gesto di pentimento da parte di chi aveva sottratto gli oggetti dall’esposizione sambenedettese. Resta ora da capire se le indagini proseguiranno per risalire agli autori del furto avvenuto all’interno della mostra ospitata alla Palazzina Azzurra.

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