Intervista all’attaccante Matteo Sartori
Continua il duello entusiasmante in vetta al girone A di Promozione tra Lunano e Alma Fano che stanno ricalcando il percorso di Fermignanese e Jesina che lo scorso anno fecero un cammino simile seminando il vuoto dietro di loro. I granata domenica scorsa hanno risposto alla capolista avanti due punti, superando in rimonta al Mancini la Montemarcianese. Protagonista del pomeriggio in casa Alma Fano l’attaccante Matteo Sartori, autore di una goal sensazionale in rovesciata che si candida a essere uno dei più belli dell’anno: “Conoscevamo il valore della squadra avversaria e dove ci potevano fare male. Pronti e via e abbiamo commesso qualche errore di troppo che ci ha fatto andare sotto 2 a 0. Ma non ho captato paura e ansia di non farcela. Abbiamo ripreso a giocare consapevoli che sarebbe bastato un goal per ribaltarla completamente. Quando mi è arrivata quella palla mi è venuto d’istinto alzarla per fare la rovesciata, perché è un gesto tecnico che fa parte di me. Questa volta è arrivato questo bel goal davanti ai miei tifosi e, cosa più importante, ci ha dato la spinta per ribaltare la situazione“.
Dopo una stagione al Misano in Promozione emiliano-romagnola in estate il valido jolly offensivo ha deciso di tornare nelle Marche, sposando l’ambizioso progetto dell’Alma Fano, tornando così a vestire la maglia granata: “Nelle mie ultime stagioni calcistiche sono passato dal vincere campionati di Eccellenza in Emilia Romagna per poi vincere il campionato di Promozione con il K-Sport Montecchio. Poi sono passato ad Urbino. Siamo arrivati in finale play-off che purtroppo abbiamo perso, ma è stato un bellissimo anno per me e per i miei compagni. L’anno successivo purtroppo ho avuto due infortuni gravi, la rottura del piede e subito dopo della caviglia che mi hanno portato ad allontanarmi dall’Urbino e fare una scelta di vita andando a Misano, vicino casa. Sarei dovuto rimanere lì, ma gli stimoli in quel campionato erano diversi e quindi appena mi ha chiamato il Fano non ho saputo dire di no. Quando sono stato a Fano dieci anni fa, per me è stata una delle esperienze calcistiche più belle. Per me Fano ha un valore affettivo importante“.
Sartori prosegue rivivendo la sua carriera tra Lega Pro e D: “Posso dire che per essere uno che ha smesso di giocare a calcio a 14 anni per poi riniziare a 18 e nel giro di un anno e mezzo essere arrivato in Lega Pro da solo con le proprie forze, devo dire che sono contento. Dal San Marino sono passato alla Spal dove ho imparato cosa volesse dire rappresentare una città e giocare per la gente, avendo quel senso di responsabilità verso la maglia. Dopo essere stato nel Rimini sono stato contattato proprio dal Fano in D e ho deciso di scommettere nell’andare lì per costruirmi la possibilità di tornare in Lega Pro. Il primo anno il mister giocava 4-3-1-2 e Gucci e Sivilla si completavano. Io avevo il compito di entrare e ribaltare le partite oppure sostituire uno dei due in caso di necessità. Ho dovuto fare adattarmi a fare la prima o seconda punta. Feci 8 goal e ottime prestazioni. Arrivammo secondi dietro alla Maceratese degli Invincibili e perdemmo i play-off. L’anno dopo, sempre da secondi, vincemmo i play-off riuscendo a salire di categoria. Da lì ho girato in D tante squadre per cercare di fare un campionato da protagonista, ma per fare ciò mi sono allontanato da casa e quando avevo 26 anni e aspettavamo un’altra bimba, decisi di metterci una pietà sopra e decisi di giocare in Eccellenza vicino casa e di andare a lavorare. Devo dire che ho iniziato a esprimere il mio migliore calcio. Forse per maturità o forse perché non avevo più aspettative. Ho vinto due campionati di Eccellenza con Marignanese e Riccione, ma ogni volta che ho vinto e potevo andare in D ci hanno mandato via tutti. Oggi sono tornato a Fano per riportarlo in Eccellenza”.
Una stagione fin ora importante per i granata che in 23 partite hanno collezionato una sola sconfitta e inoltre vantano il secondo miglior attacco e la migliore difesa. Risultati che hanno riacceso l’entusiasmo di una piazza ferita dagli ultimi anni a dir poco difficili: “Dopo anni bui finalmente gente di Fano ci mette la faccia e hanno formato una cordata. Hanno preso un allenatore esperto come Omiccioli e allestito un’ottima squadra. Dopo una fase di rodaggio oggi sappiamo quali sono i nostri punti forti e se riusciamo a sfruttarli non c’è né per nessuno. Si può fare sempre meglio, ma ad oggi ci stiamo giocando il campionato contro una squadra attrezzatissima come noi”.
Domenica per il Fano è tempo di viaggiare in direzione Pergola: “È una sfida molto importante, d’altronde da qui alla fine sono tutte finali. Sicuramente avendo fatto sei risultati utili è un avversario che venderà cara alla pelle”. In chiusura: “Con il Lunano ce la giocheremo fino alla fine. Sarebbe ancora più bello se alla penultima giornata nello scontro diretto”.
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