“Non ci sono ancora motivi concreti che hanno portato a optare per l’utilizzo di tale progetto anziché ricorrere a un normale appalto pubblico”
Riceviamo e pubblichiamo da parte di Cgil, Cisl e Uil Marche.
Siamo soddisfatti di come il delicato tema del ricorso al project financing per la costruzione di nuovi ospedali abbia riguadagnato la scena. Rispetto ai rilievi della Regione ci preme puntualizzare alcune questioni. Non abbiamo mai asserito che tale strumento sia illegale (e ci mancherebbe altro), piuttosto che ad oggi non risultano chiare ed evidenti, cioè supportate da dati, le ragioni concrete che hanno portano a optare per l’utilizzo del project financing anziché ricorrere a un normale appalto pubblico.
D’altra parte, nonostante che da mesi sia stato annunciato il primo bando, quello relativo alla struttura nascente a Pesaro, tutte le citate certificazioni acquisite sono dalla Regione, scrupolosamente custodite nei propri cassetti. Alle nostre sollecitazioni tese a chiarire numerosi nodi dell’impianto non è pervenuta alcuna concreta risposta.
La Regione ha colto l’occasione per evidenziare gli investimenti fatti recentemente sull’edilizia ospedaliera. Ci fa piacere acquisire questo dato ma rimane il fatto che la selezione della priorità di tali ingenti interventi non ci risulta essere mai stata oggetto di confronto a nessun livello ed è stata tenuta disgiunta dal tema degli interventi sulle strutture extraospedaliere che rappresentano un altro tema cruciale per gli assetti del sistema salute regionale. Ci preme inoltre precisare che, a nostro avviso, non solo sul tema in questione, ma più complessivamente sul futuro della sanità nelle Marche, ci sia stato poco confronto sui territori.
Tale confronto non si può ridurre a più o meno fugaci passaggi nelle conferenze dei Sindaci, dei quali sarebbe comunque auspicabile un maggiore coinvolgimento e protagonismo, ma dovrebbe essere aperto a tutti i cittadini e ai soggetti sociali ed economici delle nostre varie comunità locali.
A tale proposito vogliamo ricordare che per opere pubbliche di questa natura e in generale, per le grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 76/2018, prevede lo svolgimento del “dibattito pubblico”, proprio allo scopo di garantire la più ampia partecipazione dei cittadini nei processi decisionali pubblici.
Siamo a fine legislatura ma per aprire una nuova seria fase di partecipazione dei marchigiani alle scelte strategiche per il loro futuro non è mai troppo tardi.
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