Obiettivo: accertare ogni responsabilità entro settembre 2026
I gruppi di opposizione in Consiglio regionale (Partito democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci, Progetto Marche Vive) hanno “depositato oggi la richiesta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta al fine di fare piena luce sulle evidenti responsabilità politiche del Plasmagate“.
“Non permetteremo alcuno scaricabarile nei confronti del personale tecnico e sanitario: – attacca il centrosinistra – la gravità di quanto accaduto impone un organismo imparziale, con il coinvolgimento di tutti i gruppi del Consiglio regionale. È l’unico strumento per garantire trasparenza ai cittadini, rispetto verso i donatori marchigiani e sanare la ferita al patto di fiducia tra istituzioni e comunità“.
L’iniziativa “segue i dati emersi dagli ultimi accessi agli atti: tra l’11 e il 21 marzo sono state eliminate 323 sacche di plasma per il mancato rispetto dei tempi tecnici di lavorazione.
È solo la punta dell’iceberg: – secondo le opposizioni – i documenti segnalano altre 1.300 sacche in un limbo tecnico, destinate con ogni probabilità alla stessa sorte a causa del collasso operativo del sistema”.
Le opposizioni si focalizzano sul ruolo del Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale(Dirmt), la struttura chiamata a garantire la sicurezza delle attività e l’autosufficienza di emocomponenti: “siamo di fronte al cedimento dell’intera catena di comando e gestione del Dirmt.- attaccano i gruppi – Riteniamo del tutto insufficiente ogni forma di indagine interna o ispettiva che rischi di confondere la figura del controllore con quella del controllato. Non si può chiedere a chi ha la responsabilità politica della sanità di indagare su se stesso in modo così opaco. Il fallimento gestionale ha già prodotto un danno concreto: la Regione Marche sarà ora costretta a ricomprare sul mercato internazionale farmaci salvavita che avevamo già in casa, sprecando risorse pubbliche per rimediare a errori evitabili”.
“Da tempo l’Officina di Torrette soffre di cronico sottodimensionamento del personale. – sottolineano le opposizioni – La precarietà ha causato una fuga di competenze e un imbuto produttivo, esploso quando i flussi di raccolta hanno superato la capacità di lavorazione. Tutto questo ha vanificato l’impegno di volontari e donatori, che avevano reso il sistema marchigiano un’eccellenza nazionale. Nonostante gli allarmi di Direzione, Avis e sindacati, la Regione ha imposto di proseguire la raccolta a pieno ritmo, ignorando le criticità logistiche”.
Da tutto ciò deriva la richiesta della Commissione d’inchiesta che “accerti ogni responsabilità entro il 30 settembre 2026, restituendo dignità a un settore vitale segnato da una gestione inadeguata”.
“Si tratta di una cosa molto importante ma questo percorso, e spero che la commissione riesca a chiarirlo, doveva essere e poteva essere fatto anche precedentemente. Perché ci sono degli organismi interregionali che servono a garantire il fatto che il sangue raccolto non venga utilizzato nelle finalità previste”. Così il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha risposto a una domanda, a margine di una conferenza stampa, sulla decisione di inviare al Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci (Cncf) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) le sacche di plasma rimaste inutilizzabili nelle Marche, al fine di destinarle a dei test sulla sicurezza delle trasfusioni.
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