PD, Cianci: “Assemblee convocate regolarmente, nessuna decisione sulle primarie”

SAN BENDETTO DEL TRONTO – Si riaccende il confronto interno al Partito Democratico di San Benedetto del Tronto dopo la conferenza stampa tenutasi presso la sede di via Manara dal segretario Marco Giobbi e dal suo esecutivo. A intervenire pubblicamente è la presidente dell’Unione comunale, Anna Rosa Cianci, che ricostruisce i passaggi formali delle ultime settimane e respinge alcune delle ricostruzioni emerse.«Alla luce di quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa – afferma Cianci – ritengo doveroso precisare alcuni elementi per una corretta ricostruzione dei fatti e nel rispetto delle prerogative previste dal regolamento».

La presidente ricorda che, a seguito di una richiesta formale avanzata dal 47% dell’Unione, come previsto dal regolamento vigente, ha provveduto a convocare l’Assemblea in due occasioni: l’11 febbraio e il 25 febbraio 2026. «In entrambe le date – spiega – non è stato possibile raggiungere il numero legale, poiché, per espressa scelta politica, i componenti della mozione del segretario hanno disertato la riunione. Di conseguenza, non si è potuto procedere ad alcuna deliberazione».In merito all’ultima convocazione, Cianci sottolinea che l’esecutivo avrebbe richiesto un rinvio sine die.

«Tale richiesta non ha potuto essere accolta – precisa – in quanto un organismo non può annullare una richiesta formalmente avanzata da un altro organo, per giunta deliberativo del partito».Inoltre l’ordine del giorno dell’incontro dell’Unione comunale del 19 gennaio 2026, che prevedeva due punti centrali: la composizione della delegazione del PD di San Benedetto del Tronto, con definizione e mandato dei rappresentanti designati a partecipare agli incontri e ai tavoli interpartitici; e l’analisi delle possibili candidature a sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative, con una discussione politica sul profilo e sui nominativi da proporre alla guida della coalizione.«È del tutto infondato affermare che vi sia stata una deliberazione sulle primarie – ribadisce Cianci –. Non si è svolta alcuna votazione formale, non è stato espresso alcun voto unanime della maggioranza né si è verificata alcuna astensione della minoranza su una decisione formalizzata». Nel corso della riunione sarebbero stati espressi esclusivamente orientamenti personali, favorevoli e contrari, «che non hanno mai assunto il valore di una decisione politica ufficiale».Nel suo ruolo di organo di garanzia, evidenzia infine un ulteriore elemento critico: «Sia la presidenza sia la cosiddetta minoranza restano sistematicamente fuori da qualsiasi proposta e organizzazione di eventi dell’Unione. Tali iniziative vengono puntualmente apprese attraverso gli organi di stampa».Da qui l’appello conclusivo all’unità: «Organizzare insieme convegni o appuntamenti politici sarebbe un’ottima opportunità per avviare processi di unità e coesione».Il confronto interno al Partito Democratico cittadino resta dunque aperto, in una fase delicata che precede la definizione delle candidature per le prossime amministrative

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