Nuovo squallido teatrino in Serie C, un campionato sempre meno sostenibile. Cosa dovrà avvenire ancora affinchè ci sia una radicale rivoluzione?
di Andrea Verdolini
Nello sgangherato mondo del calcio di Serie C non puoi mai essere certo di aver visto tutto. Pensavi di aver toccato il fondo con società che non arrivano alla fine della stagione (il Modena lo scorso anno, il Matera ora) o assistendo a clamorose manfrine come successe in Salernitana-Nocerina di 4 anni fa (ricordate i giocatori allenati da Gaetano Fontana che cadevano come birilli simulando infortuni)? Invece le sorprese non sono finite ed oggi c’è stato lo scempio a Cuneo di vedere ciò che resta della Pro Piacenza scendere in campo in 7 (!) contro 11 per evitare la radiazione dopo continui forfait. Il “disorientato” direttore di gara, Repace di Perugia con il delegato di Lega non poteva non dare il suo nulla osta per la disputa dell’incontro: da un lato una squadra di professionisti, pur se anche i piemontesi hanno non pochi problemi (certificati dai 7 punti di penalizzazione), dall’altro una pattuglia di giovanotti senza allenatore, ruolo ricoperto de facto dal più “anziano” della compagnia Nicola Cirigliano classe 2000 (ci sarebbe anche un 38enne in campo tal Picciarelli che fino a ieri era il massaggiatore della squadra). Ovviamente, dopo 10 gol segnati nei primi 25 minuti, il Cuneo ha alzato il piede dall’acceleratore per non mortificare dei ragazzi del tutto innocenti e soltanto protagonisti, loro malgrado, di una farsa. Dimenticavamo che nella ripresa la Pro Piacenza è stata rafforzata (sic) dall’ingresso di un altro baby, tal Isufi che aveva dimenticato a casa il documento di identità. Ci chiediamo cosa debba accadere ancora affinchè i padroni del vapore del calcio italiano, Gravina in testa (tra l’altro proveniente da questa Lega) ristrutturino in modo radicale questa categoria che, lo ripetiamo sino alla sfinimento, non è sostenibile in questo modo, a meno che non si trovi imprenditori coscientemente consapevoli di perdere milioni di Euro all’anno. Già perchè se l’andazzo continuerà ad essere questo non sono da escludere altri teatrini del genere in una divisione che si definisce professionistica. I veri colpevoli sono coloro che hanno permesso tutto questo, le vere vittime sono i tifosi (incredibilmente ancora tanti) che ancora credono nello sport ed i calciatori e le loro famiglie che pagano, pesantemente, pseudo dirigenti farlocchi che solo nel Bel Paese possono permettersi il lusso di essere ancora a piede libero.
Author: Alessandro Molinari
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