Parco della Pace di nome ma non di fatto tra colluttazioni e figure losche: “Costretti a barricarci”

Ad Ancona l’altra sera un’altra lite nei pressi dei locali della Croce Gialla, parla il presidente

Si chiama Parco della Pace ma in realtà nell’area verde compresa tra via Urbino e via Dalmazia ad Ancona tutto si trova tranne che una atmosfera pacifica. L’ultimo episodio nella notte compresa tra martedi e mercoledi quando due soggetti di origini straniere si sono azzuffati a pochi passi dal garage della Croce Gialla di Ancona arrivando anche al punto di scaraventare in terra dei cassonetti dell’immondizia proprio nel cortile interno della stessa Croce Gialla.

Un parco che in più di una circostanza ha visto i controlli di Polizia e Carabinieri ma tutto questo sembra non bastare per la disperazione dei residenti della zona. Parco che dopo una certa ora dovrebbe rimanere chiuso e invece fino a tarda notte c’è un passaggio continuo di persone sia a piedi ma anche di gente che arriva in auto o in scooter. Le reti che delimitano l’area verde sono state divelte e non si capisce per quale motivo alcuni soggetti non esitano ad entrare all’interno dell’area antistante la Croce Gialla per risalire poi in direzione delle scalette che costeggiano l’edificio e che poi in realta non portano da nessuna parte. Un modo di fare piuttosto sospetto che non è sfuggito ad alcuni residenti della zona ma anche agli stessi militi della Croce Gialla di Ancona come puntualizza il presidente Alberto Caporalini:

“Dopo una certa ora siamo costretti a vivere barricati anche per il fatto che in piu di una circostanza abbiamo visto gente aggirarsi nei pressi dei garage alcuni addirittura sono entrati all’interno della sede. Purtroppo quando i nostri mezzi escono in urgenza, il personale non puo perdere tempo a chiudere il cancello, quei secondi possono valere una vita umana.” Parco della Pace che tempo addietro il comune di Ancona aveva offerto alla Croce Gialla di Ancona per la gestione dell’intera area: “ La cosa è senza dubbio interessante anche per il fatto che in questa zona potremo fare diverse attività istituzionali con i nostri istruttori cosi come portare avanti altre attività collaterali. Resta il fatto che come associazione rimane la disponibilità ad una eventuale gestione ma non saremo noi ad indossare i panni dei controllori o degli sceriffi di turno”. Croce Gialla che peraltro deve fare i conti anche con il campo da calcio a 5 dove si gioca dalla mattina alla sera fino a tarda notte con le pallonate che hanno messo fuori uso i vetri del salone della stessa sede.

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