Omicidio Niko Tacconi, Emanuele Bellini in aula: la sua versione davanti al gip

Emanuele Bellini

Collegamento dal carcere: attesa per la decisione del giudice

Il 54enne ascolano Emanuele Bellini, arrestato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso a coltellate il barbiere 34enne Niko Tacconi, è stato ascoltato nella giornata odierna nel corso dell’udienza di convalida, svoltasi in videocollegamento dal carcere di Marino del Tronto.

L’indagato ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere e ha invece reso dichiarazioni davanti al giudice per le indagini preliminari, fornendo la propria ricostruzione dei fatti. 

Il fatto di sangue risale alla sera di domenica 19 aprile, intorno alle 19, e si è verificato all’interno dell’abitazione di Bellini in via Pergolesi, nel quartiere Borgo Solestà.

L’avvocatessa Alessandra Morganti, che difende l’uomo, ha confermato che il proprio assistito ha parlato in udienza, senza tuttavia entrare nel merito delle dichiarazioni rese. Secondo alcune indiscrezioni, l’indagato avrebbe comunque sostenuto la tesi dell’accidentalità della coltellata risultata fatale per la vittima, deceduta a causa di uno choc emorragico.

Al termine dell’udienza, il giudice si è riservato la decisione sia sulla convalida dell’arresto sia sulla richiesta della Procura di Ascoli Piceno di confermare la misura della custodia cautelare in carcere. A tale decisione si è opposta la difesa dell’indagato, il quale è stato dichiarato interdetto dal Tribunale di Ascoli, che ha ritenuto non più adeguata la sola tutela dell’amministratore di sostegno. Questo aspetto potrebbe avere riflessi sia sulla valutazione della sua imputabilità sia sulla decisione relativa alla permanenza in carcere.

AGGIORNAMENTO ORE 17

Sciogliendo la riserva, la gip del tribunale di Ascoli Simona D’Ottavi ha convalidato l’arresto del 54enne ascolano Emanuele Bellini avvenuto domenica 19 aprile dopo l’omicidio a coltellate del barbiere 34enne Niko Tacconi, ad Ascoli Piceno, nel quartiere di Borgo Solestà.

Il magistrato ha anche confermato la custodia cautelare in carcere, così come chiesto dal procuratore Umberto Monti e dalla sostituta Saramaria Cuccodrillo; si è opposta, invano, la difesa dell’indagato che resterà dunque rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto.

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