Nuova polemica nella sanità marchigiana. Dopo il caso delle sacche di plasma andate perse ad Ancona, emergerebbe una criticità dall’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Fermo.
Stando alle testimonianze raccolte dalla testata FanPage, sembrerebbe che le sacche di sangue e plasma, insieme alle provette dei prelievi ematici, vengano trasportate negli stessi furgoni usati per consegnare i pasti agli ospedali e alle case di riposo, con conseguente rischio di contaminazione. Le temperature elevate nei mesi estivi potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione.
Il presunto fenomeno sarebbe noto da anni e, nonostante ripetute segnalazioni, non sarebbe stato ancora risolto. I viaggi, effettuati quasi quotidianamente, coinvolgerebbero i presidi di Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Montegranaro, Petritoli e Montegiorgio. I furgoni in questione sarebbero ordinari, non coibentati, e in passato il servizio sarebbe stato gestito anche da diverse società private del territorio.
Il sindacato Fials avrebbe denunciato la presunta promiscuità dei trasporti, ritenendola non conforme alle norme igienico-sanitarie e ai protocolli previsti per il materiale biologico. Le linee guida nazionali e regionali prevedono infatti procedure specifiche, mezzi autorizzati e sistemi di conservazione controllata per il trasporto di sangue ed emoderivati, oltre al divieto di commistione con altri materiali, in particolare alimenti.
Fonti interne avrebbero confermato che l’Azienda Sanitaria avrebbe acquistato lo scorso inverno due veicoli speciali per risolvere il problema, ma ad oggi non sarebbero ancora stati consegnati.
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