Nella sala stampa dell’Helvia Recina-pino Brizi si è tenuta la presentazione del nuovo tecnico della Maceratese, Maurizio Lauro
Oggi pomeriggio, nella sala stampa dell’Helvia Recina-Pino Brizi si è tenuta la presentazione del nuovo tecnico della Maceratese, Maurizio Lauro. Lauro, classe 1981, torna in pista a distanza di due anni dall’esperienza alla Sambenedettese in D, ma per lui esperienze anche al Castelfidardo in Eccellenza, dove ha vinto un campionato, e a Mantova e Alessandria, condotte alla salvezza in Serie C.
Al tecnico il compito di condurre i biancorossi in queste ultime sette giornate alla salvezza, dove la Rata sarà attesa da diversi scontri diretti contro San Marino, Castelfidardo, Recanatese e UniPomezia. Ad aprire le danze è stato il presidente Alberto Crocioni: “Abbiamo dovuto ristabilire una situazione delicata, soprattutto dopo gli ultimi due risultati conseguiti. Cambiare allenatore è sempre difficile. La scelta di Maurizio Lauro è stata mia e del direttore De Cesare. Lo conoscevamo da tempo e in passato già lo avevo contattato per venire a Macerata. Ci serviva una persona che ci potesse traghettare nel migliore dei modi a fine campionato e raggiungere l’obiettivo che è la salvezza. Ci tengo a ringraziare mister Possanzini e il suo staff per quello che hanno fatto sia l’anno scorso che quest’anno, dove comunque è stato fatto un buon lavoro. Purtroppo siamo arrivati a un punto dove abbiamo dovuto prendere questa scelta perché ci serviva una scossa a livello di spogliatoio e di squadra. Il nostro obiettivo fin dall’inizio è stato il mantenimento della categoria e credo fermamente che ci possiamo riuscire. Sono rimaste sette partite e confido nel nuovo allenatore. Penso che l’ambiente e i tifosi abbiano preso bene questo cambio. Speriamo di raggiungere la salvezza”.
Successivamente parola al DS Nicolò De Cesare: “Siamo qui perché la situazione era diventata delicata. Ringraziamo innanzitutto mister Possanzini e il suo staff. È un percorso iniziato l’anno scorso con un obiettivo che è stato raggiunto. Anche quest’anno abbiamo scritto pagine e giornate importanti dove c’è stato entusiasmo, passione e ci siamo divertiti vedendo anche un bel gioco. Fino ad oggi abbiamo riportato anche entusiasmo in una piazza dove negli ultimi anni era venuto un po’ a scemare. E questo lo dobbiamo soprattutto a mister Possanzini, al presidente e a tutta la dirigenza. È stato un cambio che abbiamo ritenuto inevitabile. Questa stagione è stata caratterizzata da alti e bassi dove è mancata continuità di risultati. Nelle ultime giornate è andato un po’ tutto in picchiata con l’atteggiamento di Ancona e la mancata risposta della squadra in una gara così importante con il Termoli. Ora si deve raccogliere l’ambiente e il club perché l’importante è la Maceratese e il mantenimento della categoria. Penso che in queste sette gare che mancano lo possiamo fare bene. Ci aggrappiamo ora a mister Lauro, che ho avuto modo di conoscere da avversario quando era giocatore. C’è stima reciproca. È un allenatore giovane ma esperto, che ha avuto esperienze in piazze importanti. Infine ci tenevo a precisare che quando ci sono queste situazioni si cerca sempre il colpevole e spesso l’allenatore paga. Ma è doveroso assumersi le responsabilità perché quando succede queste cose le responsabilità sono un po’ di tutti”.


Infine parola al neo tecnico biancorosso Lauro: “Il presidente cinque-sei anni fa mi aveva contattato per allenare la Maceratese in Promozione e avevo dato disponibilità. Ma poi decisi di andare a Castelfidardo per un discorso di categoria perché volevo partire dall’Eccellenza. In questi anni ho visto diverse volte la Maceratese ed è una squadra che mi è sempre piaciuta. L’avevo vista tre settimane fa in casa con il Notaresco e dopo la vittoria ho pensato che fosse abbastanza tranquilla la sua situazione. Quando mi hanno chiamato non ci ho pensato un attimo a dire sì, perché da parte mia c’era grande voglia di tornare ad allenare e da parte della società ho sentito grande fiducia. Se mi avessero chiamato a inizio anno in Eccellenza avrei accettato di allenare la Maceratese sia per le persone che rappresentano questa società, sia per il blasone e per quello che rappresenta questa piazza. C’è voglia di fare bene. Il primo impatto non è stato ottimo nello spogliatoio perché ho trovato una squadra abbattuta e anche preoccupata per la situazione. Ho chiesto ai ragazzi la salvezza perché è importante in primis per loro, poi per questa società e per questa maglia e città. Devono giocare per queste tre cose. A me interessa che la squadra faccia bene e porti a casa l’obiettivo, perché non sono venuto a Macerata per fare bella figura, ma per ottenere la salvezza. È andato via un allenatore molto bravo. Ho trovato una squadra in salute e abituata a lavorare. È chiaro che non è facile subentrare al mister per un discorso calcistico. Non è facile portare subito le mie idee, che sono diverse, anche perché domenica abbiamo subito una gara importante. Non è semplice, soprattutto in fase di non possesso. Bisogna innanzitutto toccare le corde, giusto a livello mentale e poi cercare di introdurre pochi concetti ma giusti senza mettere troppa confusione, perché fino a ieri c’era un modo di giocare con un’identità forte. Ma da parte dei ragazzi c’è grandissima disponibilità e voglia di fare bene e tirarsi fuori da questa situazione di classifica difficile ma non tragica. Fase difensiva (ndr Maceratese ha subito 39 goal)? È una cosa su cui costruisco la squadra e ci lavoro tanto. La Maceratese ha preso tanti goal su palla inattiva. Oggi ci abbiamo iniziato a lavorare. È un discorso non solo strutturale ma anche di cattiveria, attenzione e voglia di non prendere goal. Oltre alle palle inattive ha subito tanti goal in ripartenza. Dobbiamo stare attenti e non ricreare più queste situazioni perché in questo momento la palla pesa un po’ di più e quindi dobbiamo non farci male da soli. Fase offensiva? Se non si tira in porta difficilmente si fa goal. Osorio, Marras e Gagliardi sono giocatori magari a cui piace più rifinire e tenere palla invece magari che attaccare la porta. Sto chiedendo insistentemente a loro, quando andiamo in fascia, di riempire l’area e attaccare la porta e soprattutto di guardare quello che succede invece di andare a cercare la palla e lo spazio in area di rigore dove non c’è. Ciabuschi è un attaccante forte e completo, ma non si può lasciare solo dentro l’area e bisogna dargli la palla giusta. I tiratori da fuori ci sono. A volte arrivano lì e invece di tirare chiedono un altro uno-due come se volessero entrare a volte con la palla in porta. Anche oggi in allenamento è stato un continuo dire di tirare”.
Per il neo tecnico biancorosso esordio in panchina rinviato poiché domenica dovrà scontare un turno di squalifica nella gara del Del Duca contro l’Atletico Ascoli, dove saranno assenti Ruani e Ambrogi squalificato, mentre da valutare le condizioni di Sabattini: “Affrontiamo una squadra forte, partita per vincere il campionato. Sarà una partita complicata, ma noi non possiamo stare a pensare contro chi si gioca. È una finale. È una partita bonus perché se dovessimo fare bene sarebbe un vantaggio per le gare successive”.
Foto di Francesco Tartari SS Maceratese
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