Non solo calcio, i camp del Palombina all’insegna dell’inclusione e del rispetto

di Gianluca Fenucci

L’ASD Palombina, piccola società del quartiere di Falconara, scuola calcio Elite riconosciuta dalla FIGC ed academy del Parma calcio, ha proposto ai suoi giovani atleti dei camp estivi: gli esordienti sono saliti ad Arcevia, i pulcini a Carpegna. 80 ragazzi hanno partecipato ai camp con la programmazione tecnica che è stata curata dal direttore tecnico Andrea Monteverdi, in collaborazione con i responsabili dei gruppi Agostinelli, Domenichetti, Gabriele Maiolatesi.

Le giornate dei camp sono passate in fretta tra gli allenamenti calcistici, l’attività motoria, piccoli test, giochi e tornei e per completare le giornate, gare di biliardino, film, tombole e un pomeriggio al fantastico parco avventura al Passo Cantoniera di Carpegna. Sono state esperienze importanti dove i bambini hanno consolidato amicizie, spirito di gruppo, affrontando in autonomia piccole difficolta quotidiane lontano dai genitori. Durante le giornate non sono mancati momenti di riflessione su quanto accade intorno a noi. Al camp di Carpegna è stato dato il nome di “Camp dalla Pace”, la pace un valore da coltivare giorno per giorno, pace non solo riferita a guerre di cui si parla quotidianamente, ma di tutte le guerre anche quelle che non vengono menzionate, pace riferita alle tante ingiustizie che affliggono il mondo, come la fame.

“Come bandiera – dicono i dirigenti del Palombina – abbiamo adottato la bandiera che rappresenta tutti, dove spiccano i colori di tutte le squadre compreso il giallo ed il verde della nostra società. Per aiutarci in questo viaggio abbiamo tradotto un bellissimo libro fumetto edito da Gallucci, dedicato alla canzone Imagine, di John Lennon. Questo è stato un momento molto significativo, dove i bambini hanno avuto modo di commentare frasi e parole ed abbiamo provato a coltivare e a far crescere la speranza”. Il camp di Carpegna si è concluso a San Marino dagli amici del Serravalle. “Come ogni anno ci hanno ospitato per disputare piccoli match con i loro ragazzi e far festa e per una volta ci si è dimenticati del risultato perché ha vinto solo il divertimento. “E’ stata una serena settimana, dove i bambini hanno provato a fare, dove è stato dato il tempo per sperimentare, sbagliare vincere o perdere, concetti che sono alla base dello sport ma che purtroppo poche volte ricordiamo visto che tutto è ormai proiettato alla smisurata ricerca si vittorie e successo anche tra i ragazzi”.

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