In esclusiva ai nostri microfoni, subito dopo l’annuncio ufficiale della società, l’ex attaccante ha svelato i retroscena della sua decisione di appendere gli scarpini al chiodo per abbracciare la dirigenza
Un nome che risuona nel calcio locale: Giordano Napolano. A soli 4 anni muoveva i primi passi sui campi da gioco, oggi il classe ’88 si appresta ad intraprendere una nuova ed entusiasmante avventura nel ruolo di Direttore Sportivo dell’Azzurra Mariner, squadra militante in Promozione. Al suo fianco, un tecnico di fiducia e una figura chiave della sua carriera: Ottavio Palladini, suo allenatore per quattro anni.
“Parte un bel progetto,” esordisce Napolano, visibilmente emozionato. “Ci sono i presupposti e le basi per costruire qualcosa di importante. Ottavio Palladini è un’istituzione a San Benedetto. Per me, in quattro anni da allenatore, ha dimostrato un’umiltà incredibile, è una delle persone più umili che abbia mai conosciuto. È un onore iniziare questo percorso al suo fianco e con questa società, che mi sta accordando una fiducia enorme.”
La figura del Direttore Sportivo ha sempre affascinato Napolano: “Anche da giovane ammiravo questa figura, anche se all’epoca non la capivo appieno. Mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto provarla. Tre anni fa ho preso il patentino a Coverciano e ho iniziato a studiare per farmi trovare pronto. Ho sempre giocato e, fisicamente, sto benissimo. La decisione è maturata nel tempo, ma già dall’anno scorso c’era stato un approccio con la Mariner. Quest’anno, invece, l’opportunità è arrivata.”
Giordano Napolano ormai considera San Benedetto la sua seconda casa. Qui ha costruito la sua vita, ha conosciuto la sua attuale moglie e ha un figlio di quasi tre anni. Quest’anno, oltre alla nuova avventura calcistica, per lui e sua moglie Jessica è in arrivo il secondo figlio.
Alla domanda spontanea su quanto mancherà il campo, l’emozione è palpabile: “Mi mancherà tanto,” ammette. “Qui ho tantissimi amici che stimo e che mi stimano. Dovrò essere bravo a calarmi subito nel ruolo. Fare il calciatore è una cosa, stare dietro le quinte è un’altra. Cercherò di essere meno calciatore possibile.”
Napolano, ovunque abbia militato, ha sempre lasciato un ottimo ricordo, sia come calciatore che, soprattutto, come uomo. La sua passione e il suo attaccamento al gioco, vissuto con il cuore piuttosto che con la logica del portafoglio, sono stati la sua cifra distintiva.
“San Benedetto è stata la piazza più bella e straordinaria in cui abbia mai giocato,” dichiara con trasporto. “Qui ho costruito le mie radici e qui vivrò per sempre. Mi sento un romantico. Dove sto bene, rimango, anche se altrove avrei potuto ottenere di più. Ho sempre scelto con il cuore, non con il portafoglio. San Benedetto è la mia città del cuore, non potevo chiedere di meglio.”
Tornando al nuovo ruolo, Napolano è già all’opera: “Ci siamo già messi al lavoro insieme al mister. Stiamo cercando di allestire un organico importante. Vogliamo fare un campionato da protagonisti, abbiamo le idee chiare. Sappiamo che non sarà facile, l’asticella si alza, ma sono sicuro che insieme al mondo Azzurra riusciremo a toglierci belle soddisfazioni.”
L’obiettivo è chiaro anche sul fronte del settore giovanile: “Cercheremo di invogliare più ragazzi possibili del posto, i più bravi, se possibile. Vogliamo creare una bella famiglia e essere un punto di riferimento in questa città. C’è la Sambenedettese, che è un’istituzione troppo grande, ma noi vogliamo ritagliarci il nostro spazio.”
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