Moncaro, Ciccioli: “C’è molta confusione tecnica perdendo di vista l’obiettivo di salvarla”

Le dichiarazioni dell’europarlamentare

In merito alla situazione della cooperativa Moncaro, l’europarlamentare di FdI, on. Carlo Ciccioli, ha dichiarato: “Credo che ci sia molta confusione ‘tecnica’ e tentativi di manipolazione su quanto stia accadendo per la Moncaro, perdendo di vista il vero obiettivo: salvarla. Questo deve essere al centro per tutti”.

“Vi è una grave confusione tra la liquidazione giudiziale (ovvero il fallimento) decretata dal Tribunale civile di Ancona e la Lca (Liquidazione coatta amministrativa) decretata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come se fossero due procedure analoghe, ma gestite da organi diversi, Tribunale e Ministero in una sorta di scontro istituzionale. Mentre la realtà è diversa: con la Lca si sarebbe potuto gestire un concordato preventivo in tempi più consoni e senz’altro meno stringenti di quelli disposti dal Tribunale, come evidenziato pubblicamente dal Commissario governativo Cocconi che su tale aspetto non è stato nemmeno sentito dai giudici prima della sentenza di fallimento, benché convocato – continua Ciccioli – la differenza è quindi sostanziale in quanto la strada del fallimento, con la svendita, è irreversibile, mentre quella della Lca, qualora prevalga come procedura rispetto alla liquidazione giudiziale disposta con sentenza del Tribunale, lascerebbe invece intatta la possibilità di un piano di ristrutturazione della crisi proposto dal Ministero e, quindi, la sopravvivenza stessa della Moncaro“.

“Tra l’altro avverrebbe con l’intervento finanziario dell’Ismea, la società del Ministero dell’Agricoltura per i finanziamenti nel settore – conclude – Non mi importa polemizzare, ma risolvere la situazione nel migliore dei modi possibili, ma non posso non evidenziare come alla luce di ciò che ho scritto in precedenza, appaia davvero grave che il Tribunale nel giro di poche ore sia intervenuto con una sentenza tanto improvvisa quanto insensata, ma comunque tale da non permettere al Ministero di lavorare per l’unica strada percorribile ai fini della salvezza della cooperativa, salvaguardando soci, conferitori delle uve, lavoratori e l’indotto, nonché salvaguardando l’immagine del Verdicchio. Non c’è posto per i fondi che fanno acquisizioni predatorie e poi abbandonano il territorio, come è accaduto per la Caterpillar di Jesi, le Cartiere Miliani e la Whirlpool di Fabriano. Confido sul giudizio di appello che il Ministero avanzerà tramite l’Avvocatura di Stato, lo stesso proporrà anche il Commissario governativo Cocconi, che porrà senz’altro rimedio a tale paradossale sentenza”.

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