ECCELLENZA – Il tecnico dei rossoblu giocò al Recchioni nella C 2017-18 siglando 5 reti pesanti. Ora sfida da allenatore l’ex squadra
Lorenzo Insigne è tornato all’Adriatico proprio poche settimane fa, Ciro Immobile di recente ha scelto la Francia e Parigi dopo aver lasciato Bologna – che derby con il Psg -, mentre lui, che qualche anno in più sulla carta d’identità ce l’aveva, le scarpe al chiodo le ha attaccate da un po’ e da fine settembre allena la Sangiustese . Che tridente quel Pescara di Zeman che nel 2012 stravinse la cadetteria piombando in Serie A. Quei giovincelli facevano già i fenomeni, ma il sindaco della città era…Marco Sansovini, 16 gol e spesso la fascia al braccio. Che carriera per il romano classe ’80. Le ultime reti nei professionisti le segnò con la Fermana nella Lega Pro 2017-18 – un sigillo al Recchioni anche a Di Gregorio (ora alla Juve) che difendeva la porta del Renate -, e adesso la Fermana la affronta da ex in altre vesti dopo 8 anni (domenica a viale Trento ore 15).
Mister Sansovini, Sangiustese ko con l’Urbino dopo 9 risultati utili. Striscia importante ma con qualche X di troppo?
“Sì, è vero, per questo abbiamo perso qualche punto. Muovere la classifica dà comunque sempre morale. Siamo il linea con i nostri presupposti e nel momento in cui sei lì (nei pressi dei playoff, ndr) fai di tutto per rimanerci. Il nostro campionato è giusto, in primis ci guardiamo le spalle ma dobbiamo avere la fame di cercare sempre qualcosa in più. Non ci nascondiamo. Ragioniamo di settimana in settimana. Ora si pensa alla Fermana…”.
All’andata al Villa San Filippo contro i canarini fu una gara complessa per voi ma alla fine arrivò un pari (1-1 all’ultimo secondo).
“Subimmo il palleggio della Fermana e la sua qualità. Fu una delle partite in cui ci siamo abbassati di più ma godemmo comunque delle nostre occasioni. Dico sempre ai ragazzi di essere propositivi anche quando si difende, non ci dobbiamo vergognare se bisogna ripartire. Statisticamente i gol si costruiscono quando non si ha palla. Per me domina la partita chi crea più chance da gol, non chi tiene di più il possesso. Fu un pareggio meritato”.
Fu il 22enne Grassi a realizzare la rete, lui che crebbe nel vivaio della Fermana e che esordì nei professionisti con i gialloblu. Che tipo di attaccante è?
“Anzitutto Lorenzo è il capocannoniere della scorsa Eccellenza e in questa categoria si è affermato. Può fare tutti i ruoli là davanti, è più una seconda punta ma gli piace abbassarsi per venire a dialogare. Fisicamente quando sta bene sgasa in modo imponente. Deve migliorare tanti aspetti, ne parliamo e lui sa”.
Nella Fermana Sansovini chiuse la carriera da Pro nel 2018. Non sono passati secoli, eppure i canarini sono adesso in Eccellenza. Si aspettava queste retrocessioni continue?
“Ad essere sincero no, anche se il calcio di adesso è frenetico e le difficoltà le hanno anche le grandi. Più che altro mi è dispiaciuto, perchè della Fermana ho un ottimo ricordo, sono stato benissimo con il gruppo, qualche ragazzo ancora lo sento, nonostante quello per me non fu nemmeno un anno brillantissimo (comunque 5 reti fondamentali, tutte nel girone d’andata per la matricola canarina, ndr). Ho continuato a seguire il club con piacere. Ho visto che sono tornati i tifosi allo stadio e starà alla Sangiustese fare in modo che domenica non si alzi troppo l’entusiasmo”.
In carriera ha giocato e affrontato grandi campioni, ha vinto campionati. La Fermana che tipo di emozioni le suscita?
“Fu eccezionale il rapporto con i compagni di squadra, mentre la cosa che mi colpì fu la partecipazione del pubblico alle trasferte. Veniva tanta gente fuori casa in rapporto a quante persone c’erano al Recchioni, dove la curva era molto grande e difficile da riempire”.
Lei arrivò all’ultimo minuto del calciomercato estivo 2017 – trattativa che andò in onda su Sky – e dopo qualche giorno, domenica 20 settembre 2017, esordì con il blackout del Recchioni in occasione del derby con la Samb. Cosa pensò in quel momento?
“Ero in panchina, non avevo condizione perché nelle settimane precedenti mi ero allenato con i fuori rosa del Teramo. Ma qualche minuto nelle gambe ce l’avevo e mi sarebbe piaciuto scendere in campo in quell’atmosfera”.
Due settimane fa ha affrontato il Montegranaro allenato dal suo vecchio compagno Urbinati, che effetto ha fatto ritrovarlo?
“Gianluca quest’anno l’ho rivisto due volte in due situazioni diverse. All’andata giocava. L’ho trovato bello carico, dovrà abituarsi a fare l’allenatore perché cambiano totalmente le dinamiche”.
La Fermana di Augusto Gentilini che squadra è?
“Una compagine organizzata, fisica, con esperienza, con calciatori di categoria superiore vedendo il curriculum. Davanti hanno forza e grande tecnica, con Guti che se ne va in giro per il campo e favorisce il cambio di struttura tattica. Vorrei che arrivasse presto domenica, perché la Sangiustese vuole riscattare la gara persa con l’Urbino”.
Il livello di questa Eccellenza come le sembra?
“Ho trovato un livello generale più alto rispetto all’Abruzzo – aveva allenato l’Ortona nel 2022-23 – dal punto di vista di organizzazione e struttura fisica. Un campionato dove ogni gara è a sé stante”.
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