PRIMA A – Volo fantastico della Falco. “Ho avuto ragazzi incredibili, troppa stima del pres per fare i capricci”
Un volo lungo 30 giornate di campionato – anzi 29… -, un volo ad ali spiegate, iniziato il 20 settembre 2025, dopo la politica di rafforzamento estiva, che alimentava tante speranze negli sportivi di Acqualagna, arricchendo i discorsi tra i tifosi con tante premesse, tante speranze, ma soprattutto tanti sogni. Dopo il pareggio interno con la Mercatellese alla prima di campionato, tutto diceva di mettere qualche freno agli entusiasmi, c’erano anche le altre squadre sul percorso che mister Cappelli aveva disegnato con cura, inculcando dentro la testa dei suoi ragazzi la convinzione che insieme si poteva costruire qualcosa di speciale in questo girone A di Prima Categoria. Poi arrivò uno 0-3 in trasferta, Poi un 4-0 casalingo, un’altra vittoria in trasferta, e da qui la Falco era già in testa.
Poi alterne vicissitudini, che aveva portato ora il Pantano in vetta alla classifica, poi l’ATL Mondolfo a dare la caccia alla capolista, che imperterrita ha proseguito la sua marcia senza sussulti. Alla fine tre sole sconfitte, 48 reti segnate, 13 reti subite ma soprattutto 66 punti in carniere, un’enormità! Poi ancora, 20 vittorie 6 pareggi la dicono lunga sulla forza di questa squadra, tanto cara al presidente Chiuselli, e costruita in estate dal ds David Greco dal Mister e i suoi collaboratori. E proprio Emiliano Cappelli ci racconta la storia di questo campionato: “Un’avventura in apnea – attacca subito il tecnico – Nata in estate quando abbiamo cambiato cinque undicesimi del telaio dello scorso anno, poi le prime vittorie, la testa della classifica e le prime tensioni. Quando sei in testa hai sempre l’obbligo di dimostrare che tutto è meritato, che non sei li per caso. Ho avuto dei ragazzi incredibili, tutti! Anzi approfitto per inviare pubblicamente i complimenti e ringraziamenti a quei ragazzi che hanno giocato meno, perché è da questi che si è cementato un grande gruppo. Senza ragazzi così non si raggiunge nessun traguardo. E quando sono stati chiamati in causa hanno risposto alla grande, senza tentennamenti”.
Poi altre menzioni. Al Presidente Franco Chiuselli, uomo di poche parole, ma efficace, appassionato vero, vive per la squadra, soffre e gioisce come tutti, a Lui un grazie grande così per avermi portato alla Falco e farmi vivere questa avventura. Poi al d.s. Davide Greco, al mio secondo Fabrizio Serafini, e al preparatore atletico Pietro Renna. Poi tutta la dirigenza, sempre vicini, sempre attenti alle problematiche, sempre presenti. E infine alla tifoseria. Da serie superiore”. Poi al tecnico la quasi domanda di rito, un classico, di come e quando ha capito di avere una squadra all’altezza. “Alla 14° contro il Montecalvo in casa. Giocammo quasi tutto il primo tempo con la peggior prestazione dell’intero campionato, sotto di 0-1 francamente non vedevo spiragli per raddrizzare la partita poi nei minuti finali del 1° tempo come per incanto i ragazzi hanno ritrovato, tranquillità, raziocinio, geometrie e il gol del pareggio. Dentro lo spogliatoio ho detto loro che giocando il secondo tempo come gli ultimi 7/8 minuti potevamo farcela. È stata una dimostrazione di personalità. Un secondo tempo clamoroso e la vittoria contro la squadra che consideravo la più forte del lotto”.
E il futuro di mister Cappelli? Avrà già discusso con la società per la prossima stagione? “Ni, abbiamo accennato qualcosa, ma per me non ci sono problemi, Ho troppa stima per il Presidente per fare i capricci. Dovremo parlare di alcune cosette, soprattutto per gli under in rosa che per il prossimo anno saranno obbligatori. Lo zoccolo duro dell’attuale rosa resterà, inseriremo qualcuno di spessore, e poi tra mille patemi saremo pronti per la nuova avventura. Patemi perché la paura di sbagliare ci terrà svegli anche di notte”. Per il mister questo non è il primo campionato vinto. “Si tratta del secondo, ne avevo vinto un altro in seconda categoria a Cagli. Bello e inaspettato, ma questo ha un altro sapore”. Finisce qui una chiacchierata lunga una mattinata, con un “romanaccio” adottato da Acqualagna, che ha nel sangue quella malattia incurabile che si chiama calcio.
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