L’intervista al cantautore pesarese dopo la sua partecipazione al talent show
Pietro Cardoni, in arte Mazzoli, giovane cantautore pesarese e trapiantato a Bologna è reduce dalla partecipazione a XFactor 2025. Dopo aver superato le audizioni, si è fermato alle last call ad un passo dal live, lasciando però il segno per sensibilità e originalità. Tra i prossimi progetti? L’uscita dell’album “Ieri, a casa”, anticipato già dall’uscita di due singoli “Perdita di tempo” e “Il cielo sopra Milano”.
Come hai iniziato a cantare e quando hai capito che la musica sarebbe diventata una parte così importante della tua vita?
“Ho iniziato a cantare in un coro di voci bianche all’età di otto anni. Dopo questa esperienza, mi sono iscritto alla sezione musicale della scuola che frequentavo a Pesaro. I miei primi approcci con la musica sono avvenuti in macchina, ascoltando i dischi e le playlist di mio padre durante i viaggi. Intorno ai dodici anni ho cominciato a scrivere i primi testi e a esprimermi attraverso le canzoni. A Bologna, poi, è iniziato il mio vero percorso da cantautore”.
Com’è stato entrare nel mondo di X Factor?
“Avevo sognato XFactor qualche mese prima. Così ho deciso di seguire quel flusso e ho fatto questo tentativo, che mi ha portato fino alle audizioni. È stato un percorso bellissimo, durante il quale ho potuto conoscere musicisti e artisti con cui mi sono trovato benissimo a condividere e a confrontarmi.”
Secondo te, cosa ti è mancato per confermarti nel team di Francesco Gabbani e accedere ai live?
“Forse mi è mancata l’attitudine giusta. Non sono interessato alla competizione, ma ho vissuto X Factor come un’opportunità per sperimentarmi e capire come rispondevo a certi stimoli. Credo che la scelta sia stata una questione di gusti: la musica è soggettiva. Di sicuro andrò avanti con maggiore consapevolezza di me stesso”.
Ti è dispiaciuto lasciare il talent proprio ad un passo dal live?
“L’idea di essere ripreso tutti i giorni mi spaventava. Da una parte sono sollevato, dall’altra era un grande sogno continuare un talent che offre così tante possibilità. Preferisco procedere gradualmente, questo è stato il primo scalino del mio percorso e sono molto felice di come siano andate le cose.”
Cosa ti ha insegnato questa esperienza su di te sia come artista che come persona?
“Mi ha insegnato a essere più recettivo e pronto di fronte agli stimoli e alle situazioni. Mi ha aiutato a tenere sempre le antenne dritte su ciò che mi circonda e mi ha dato una maggiore maturità nell’accettare i giudizi e nel mettere in discussione ciò che faccio e propongo. Mi ha reso più consapevole di quello che sono e di quello che voglio esprimere”.
Ora che X Factor è alle spalle, quali sono i tuoi prossimi step musicali? Possiamo aspettarci nuova musica presto?
“In questo momento sto finendo di registrare le voci del mio disco: sono ad un passo nell’avere le canzoni pronte. Mi sto occupando dell’uscita progressiva dei miei due singoli fino all’arrivo dell’album che si chiamerà “Ieri, a casa”. Poi vorrei condividere il più possibile le mie canzoni con il pubblico attraverso i live. Mi fa piacere ringraziare tutte le persone che stanno contribuendo al progetto: Daniele Spatara, Simone Matteuzzi, Alessandro Nitti, Alberto Antoniucci e Giovanni Di Bella, con cui ho scritto la maggior parte dei brani.”


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