PRIMA CATEGORIA – Subentrato all’Elite Tolentino in condizioni disperate, con il tecnico la squadra si è salvata ai playout: “Ora mi riposerò curando l’orto”
Quella che si è consumata sabato al Ciommei è una vera e propria impresa sportiva perché l’Elite Tolentino, in virtù della vittoria in rimonta contro la Pinturetta Falcor nel play-out del girone C di Prima Categoria, ha festeggiato una salvezza che sembrava qualcosa di impensabile se si pensa al girone di andata, con i tolentinati che avevano chiuso all’ultimo posto con un bottino misero di sei punti e una sola vittoria all’attivo. Poi una cavalcata incredibile nel girone di ritorno, con 27 punti ottenuti e una salvezza che sembrava un miraggio e in cui c’è la firma del tecnico Maurizio Mattoni, subentrato a inizio novembre.
“È stato un mix di sentimenti. Tutto questo è merito di una società e di un gruppo di ragazzi che hanno fatto entrare me e il mio staff nelle loro problematiche. Abbiamo cercato di trovare una chiave giusta per ognuno di loro. Quando abbiamo visto che tutti i 24 ragazzi della rosa, nonostante i risultati, avevano piacere a stare insieme e ad allenarsi, è stata la prima fiammella che ci dato la speranza di dire proviamoci. I ragazzi sono stati bravissimi perché non è mai facile giocare sempre per la vittoria senza avere margine di errore. Sabato è stata una gara difficile perché la Pinturetta gioca bene e specialmente nel primo tempo ha fatto emergere in noi le ombre del passato. Ma poi abbiamo reagito da veri uomini e alla fine abbiamo ottenuto questa salvezza”.

Una stagione che ha rappresentato anche una sorta di riscatto personale per il tecnico classe 72′ ex Tolentino e vice di Mosconi a Fermo, Giulianova e Termoli: “Vivo a Tolentino. Personalmente l’esperienza al Tolentino mi ha fatto crescere molto, anche se mi ha lasciato una ferita che non si è poi rimarginata del tutto. Quando mi ha chiamato l’Elite, che è una società di persone che conosco, non ci ho pensato molto ad accettare. Non nego che tante persone mi hanno scritto: sei matto ad accettare vista la situazione in cui era la squadra. Ma la gioia che ho provato sabato non ha eguali. È qualcosa che mi porterò sempre dentro di me. Vorrò sempre bene a questi ragazzi. Si può dire che è una chiusura di un cerchio”.
Sulla svolta nel girone di ritorno:” Ho solo cercato di capire il materiale che avevo a disposizione. Ho chiesto molto a questi ragazzi, soprattutto dal punto di vista di una crescita mentale, e non mi hanno mai abbandonato. Abbiamo cercato di tirare fuori il meglio da ognuno di loro. Non è mancato mai l’entusiasmo. Partita della svolta? Dico la partita con il Montecosaro che ci ha dato un po’ di ossigeno in classifica, permettendoci di accorciare. È stata una partita difficilissima, che però poi ha portato a un filotto importante nelle ultime tredici. Dopo quella partita ci siamo detti: perché non provarci”. Sul campionato:” Onestamente non lo conoscevo, ma mi ha sorpreso in positivo perché ho trovato squadre organizzate e fisiche e allenatori preparati”. Infine, per chiudere:” Devo ringraziare tutti i membri della società e il mio staff. Dedico questa salvezza a mia moglie, che mi ha spinto ad accettare questa proposta. Ma anche ai miei genitori che non ci sono più e infine a tutte le persone che sono state contente che ho portato a termine questa cavalcata. Per noi è stato come vincere una Champions League. Per il futuro sono sereno. Non mi facevo problemi quando sono stato esonerato in D e non mi illudo ora. Faccio l’allenatore per professione. Ora mi riposo curando l’orto. La priorità resta l’Elite Tolentino. Vedremo che succederà”.
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