L’intervista del giovane classe 2007
Il sigillo finale sulla vittoria per 3-1 contro il Matelica porta la firma di Mattia Surano, classe 2007, cresciuto nel settore giovanile dell’US Fermignanese. Una rete che non ha solo chiuso la partita, ma ha racchiuso anni di crescita, sacrifici e senso di appartenenza. Per Mattia questo gol ha un significato profondo: «Quando sono arrivato in prima squadra avevo solo 16 anni: ero piccolo e immaturo. Oggi poter dire di aver vinto un campionato di Promozione e di aver segnato il mio primo gol in Eccellenza con la squadra del mio paese mi rende davvero felice e orgoglioso».
Un percorso costruito passo dopo passo, grazie alla fiducia della società e al supporto dello spogliatoio: «Tutto questo è merito di mister Simone Pazzaglia che mi ha dato fiducia e continua a farmi lavorare duro, della società, che mi ha dato l’opportunità di mettermi alla prova credendo nelle mie qualità, dei consigli preziosi dei miei compagni di squadra, e un po’ anche merito mio, perché anche nei momenti di difficoltà, non ho mai mollato».
La gioia personale si intreccia con quella collettiva. Mattia sottolinea infatti l’importanza dell’esordio dei suoi amici classe 2009: «Sono molto felice per Iuli e Bobo, è un’ulteriore dimostrazione che la società crede nel suo settore giovanile».
La dedica del gol è carica di emozione: «Lo dedico alla mia famiglia e ai miei amici che mi sostengono sempre, ma soprattutto alla mia cara nonna, che mi è stata vicino fin da quando ero piccolo e che purtroppo in questo momento non sta molto bene».
Guardando avanti, l’obiettivo è chiaro: «Nelle partite che restano cercherò di aiutare la squadra nel migliore dei modi, con qualche gol o assist, dando tutto per conquistare la permanenza in Eccellenza».
E poi una definizione che racchiude tutto il suo legame con i colori bianco/blu: «Per me la parola “Fermignanese” significa senso di appartenenza: è la squadra del paese in cui sono nato e nella quale da 12 anni gioco. Vivo tutte le partite, ma soprattutto i derby, come un vero ultras».
Il gol contro il Matelica non è solo una rete in tabellino. È il simbolo di un ragazzo cresciuto in casa che continua a scrivere la sua storia con la maglia del suo paese.
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