Marouane Farah. Basta scrivere il suo nome su Facebook per vedere il viso e sapere qualcosa sulla vita del trentacinquenne marocchino che con la sua Audi, questa notte, ha travolto la Peugeot su cui viaggiavano Elisa e Gianluca. Due foto: una a dorso nudo, con in bella vista il grosso scorpione tatuato su un fianco, e un’altra a ritrarlo in sella ad una vecchia Honda CBR. Sotto, un motto che ora sembra destinato a restare tale: “La libertà non ha prezzo”.
Un prezzo che, però, Marouane Farah stava pagando, dopo che lo scorso anno era stato arrestato insieme ad un italiano e ad altri due suoi connazionali dopo essere stato trovato in possesso di oltre 220 kg di hashish. La misura cautelare si era trasformata in semplice obbligo di firma per il ragazzo di Casablanca che viveva a Monte San Giusto.
Un passato scomodo, quindi, un lavoro a Monte San Pietrangeli e un figlio, almeno da quanto si apprende dal suo profilo. Nessun’altra informazione personale, se non qualche normalissimo post di quelli che qualsiasi ragazzo di 35 anni condivide sui social.
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