Marotta Mondolfo esulta da matricola: “Salvezza e Coppa Italia, uniti fino alla fine”

PRIMA CATEGORIA A – Capitan Paniconi ripercorre la stagione. “Anno duro tra acciacchi e nascita di mio figlio ma chiuso come meritavamo, gap importante con la Seconda”

Tra le tre formazioni che lo scorso weekend hanno festeggiato la salvezza matematica con un turno di anticipo nel girone A di Prima Categoria, c’è la matricola Marotta Mondolfo che in virtù della rotonda vittoria interna nello scontro diretto contro il Muraglia – precipitato in Seconda, incolmabile il gap di 15 punti dall’Olympia Macerata Feltria – ha festeggiato il mantenimento della categoria. Una stagione difficile per i biancoamarantoblu, impreziosita però dalla vittoria della Coppa Italia e terminata con un epilogo positivo in campionato. Con l’attaccante e capitano Eros Paniconi, classe ’89, abbiamo ripercorso le emozioni di sabato pomeriggio che lui ha vissuto fuori dal rettangolo verde essendo squalificato, e fatto un bilancio dell’annata.

Sicuramente eravamo ansiosi perché era uno scontro diretto e poi all’ultima giornata sapevamo che saremmo dovuti andare a giocare in trasferta contro una squadra anche essa invischiata nei play-out. Una volta però iniziata la partita ho visto la squadra concentrata. Non abbiamo sbagliato niente e alla fine abbiamo ottenuto il risultato che meritavamo. Personalmente è stata una grande emozione, anche perché venivo dagli anni scorsi dove l’obiettivo era vincere. È stato un campionato molto difficile mentalmente. La Coppa ci ha dato un bello slancio ed è stata una soddisfazione anche per i ragazzi che hanno giocato meno. Ce la siamo goduta, anche se il pensiero poi andava al campionato. La società non era mai stata in Prima Categoria e vincere la prima storica Coppa è stato motivo d’orgoglio perché comunque è un trofeo che va in bacheca“.

Paniconi

Una salvezza che porta anche la firma del tecnicoAlain Pompei, sceso di categoria dopo l’ottimo lavoro svolto in Promozione al Villa San Martino, e della società con a capo il presidente Tonelli: “Con il mister ci avevo giocato insieme come altri miei compagni. Sapevamo che persona era e quei valori che aveva da giocatore li ha riportati anche da allenatore. E’ stata la persona giusta per la salvezza perché non molla mai. Come il mister è stata anche importante la società e il direttore sportivo Yuri Furlani che hanno creato una squadra capace di salvarsi. Nonostante i risultati non arrivassero, hanno visto che noi davamo l’anima e invece di darci contro ci hanno mostrato e ribadito sempre grande fiducia sia a noi che al mister. Siamo stati uniti fino alla fine e questo credo ha fatto la differenza”.

Paniconi che, curiosità, è anche il giocatore più ammonito di tutto il girone prosegue soffermandosi sulla sua stagione a livello personale, guardando anche al passato, quando è stato nel settore giovanile dell’Ancona:” Ci tengo molto a questi colori. Ho girato molte società, ma questa è fatta di persone sincere e leali. Da me meritano il 110%. A livello personale è stato un anno un po’ difficile, tra acciacchi vari e la nascita di un bambino. Non è stato facile ma ho cercato di dare sempre il massimo. Tante ammonizioni? Posso dire che quando non arrivavo provavo ad arrivarci in altri modi. Ancona? Era l’anno in cui i dorici militavano in B – prima decade del 2000 -. Per me è stato bellissimo fare un campionato di Giovanissimi Nazionali perché partivi la domenica mattina per andare a giocare contro Inter, Milan, Bologna e così via. Eri fuori tutto il giorno, ma lo facevo con amore. Venendo da un piccolo paesino, era un sogno sfidare questa realtà, perché magari un giorno sognavi di essere uno di loro”.

Sabato per il Marotto Mondolfo ultimo appuntamento della stagione in trasferta contro il Della Rovere:” Ci teniamo a chiudere bene, come ci ha chiesto anche il mister. Sul campionato dico che la Falco Acqualagna è la squadra più forte e ha meritato di vincere. Sotto l’Atletico Mondolfo merita il secondo posto perché sono una bella squadra. Ho avuto un trascorso lì e conosco grande parte dei giocatori. Gap tra Prima e Seconda? C’è ed è importante. Ci sono allenatori più preparati e i giocatori hanno un’altra mentalità. Poi se prendiamo il Trecastelli o il Real Mombaroccio che quest’anno facevano il girone B di Seconda vinto da noi dodici mesi fa secondo me possono fare bene anche in Prima”. In chiusura: “Sicuramente mi piacerebbe rimanere qui anche se l’impegno è tanto, ma vorrei riscattarmi dopo un anno difficile. Valuterò il da farsi”.

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