La misura è stata disposta dopo che è emerso un preciso quadro indiziario tale da far temere per l’incolumità della donna e dei loro figli
Nella serata di ieri 13 agosto 2019 i poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, Sezione Reati contro la persona e la libertà sessuale, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, hanno applicato ad un uomo, S.M., la misura cautelare dell’allontanamento dall’abitazione familiare, il divieto di avvicinamento alla moglie e ad i luoghi dalla stessa frequentati tra cui il luogo di lavoro, con contestuale divieto di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo (telefono, fax, internet, email, con effetto immediato, disposta nel tardi pomeriggio di ieri con Ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ancona.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile dorica, allertati da segnalazioni occasionali, la vittima ha iniziato a subire vessazioni diventate sempre più gravi e pericolose non solo per lei stessa ma anche per i loro figli, a partire da due anni fa circa, quando a seguito di una serata trascorsa dalla donna in compagnia di alcune sue amiche, l’odierno “stalker” maltrattante iniziava a diventare morbosamente geloso senza alcun apparente motivo. Da quel momento l’uomo si era convinto che sua moglie lo tradisse e per questo nonostante, la donna cercasse in ogni modo di dimostrargli che sbagliava, tale convinzione provocava una sorta di blackout nella mente di suo marito. Infatti, a fronte dei tentativi vani della “malcapitata” di far ragionare il padre dei suoi figli, lo stesso iniziava ad avere un comportamento pressante nei suoi confronti per esasperata gelosia.
In particolare il persecutore dava inizio a tutte quelle condotte tipiche di chi vuole prendere possesso incondizionato della vita della propria compagna, controllando il suo telefono, ogni suo singolo movimento e spostamento fino a renderle la vita impossibile.
Con il passare del tempo la situazione è degenerata, culminando in aggressioni e violenze che hanno costretto la donna a fare ricorso alle cure nonché a rifugiarsi con i figli da amici e parenti.
La corretta e precisa ricostruzione dei fatti, svolta dalla Polizia ha permesso di delineare un preciso quadro indiziario da far temere per l’incolumità della donna e dei loro figli, nonché da poter supportare e giustificare l’applicazione della misura cautelare in parola da parte del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ancona.
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