ECCELLENZA – I biancorossi hanno in rosa quasi tutti giovani da fuori: per un progetto importante è fondamentale mettere al centro dell’attenzione il settore giovanile
Santarelli, Toscanella, De Marzo (ormai in uscita), Mancini, Rivamar, Paoli e Battezzati. Sono i nomi di alcuni degli under della Maceratese che gravitano in prima squadra (attualmente in zona playout, gli ultimi tre provenienti dall’Argentina). Nessuno di questi è cresciuto nel settore giovanile della Maceratese. E la domanda sorge spontanea: come mai? In una città di oltre 40 mila abitanti è mai possibile che non ci siano giovani adatti a un torneo regionale come quello di Eccellenza? Sicuramente la gestione del capitolo settore giovanile è totalmente da rivedere se poi questo è il risultato finale. Sono lontani gli anni in cui i biancorossi vincevano e facevano parlare di sé in Italia per i risultati sportivi (ricordate lo Scudetto Allievi nell’anno 1999?).
Oggi il dato di fatto è che la Maceratese annaspa in bassi fondi del massimo torneo regionale al pari di realtà con 2-3 mila abitanti e non riesce a far emergere nessun giovane del proprio settore giovanile. Eppure anche statisticamente parlando è praticamente impossibile che una città di oltre 40 mila abitanti sforni meno giocatori di qualità rispetto a piccoli centri di 2-3mila anime. La riflessione è d’obbligo e sicuramente per un progetto importante per il futuro del calcio maceratese è imprescindibile lavorare in una determinata maniera per lo sviluppo proprio del settore giovanile con una rete di scouting e far si che la squadra del capoluogo possa diventare il punto di riferimento per tutti i giovani del comprensorio.
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