Maceratese, la delusione di Ruggeri: “Tutto fatto per la D, Carancini e Crocioni avevano idee diverse”

CALCIO – L’imprenditore bresciano ripercorre gli ultimi mesi di una vicenda bizzarra: “Vedevo e vedo futuro a Macerata, per questo ho acquistato il marchio. Per il futuro mi piacerebbe parlare con Mosca e Canil per un progetto importante”. Sul presente: “Sono il vice presidente del Rezzato in D, qui c’è voglia di fare bene. Ma non escludo un coinvolgimento futuro a Macerata. Non so cosa abbiano acquistato gli Amici della Rata”

di Andrea Busiello

Il marchio della Maceratese l’ho acquistato io ad ottobre dello scorso anno (registrato a nome della compagna Patrizia Casalini) perché vedevo in Macerata la piazza giusta per fare un calcio importante, quello che piace a me”. E’ l’imprenditore bresciano Alberto Ruggeri a spiegare nei dettagli tutti i passaggi degli ultimi mesi sulla vicenda Maceratese. “Dopo che nella scorsa stagione non siamo riusciti a completare l’operazione mi ero riproposto di fare questa operazione nella stagione successiva. E, chiaramente, dovevo organizzarmi in tutto e per tutto. La prima cosa da fare era acquistare il marchio: e così ho fatto, acquistandolo dalla proprietà. Precisamente dal dottor Liotti. Tra l’acquisto del marchio e la registrazione alla camera di commercio passano oltre tre mesi per questioni burocratiche”. Poi Ruggeri spiega cosa è successo: “L’intenzione, in accordo con il Sindaco di Macerata Romano Carancini, era quella di coinvolgere una squadra cittadina e far ripartire bene la Maceratese. Io mi ero mosso in federazione e avevo ricevuto garanzie per poter ripartire all’80 per cento dalla serie D o nella peggiore delle ipotesi dall’Eccellenza. Sono venuto a Macerata per incontrare il presidente dell’Helvia Recina Aberto Crocioni e il sindaco Carancini per poter mettere a posto l’operazione. In quella sede però non ho visto l’entusiasmo necessario per farmi venire a Macerata. Probabilmente il sindaco e il patron Crocioni hanno valutato che la cosa non era interessante e così mi sono fatto da parte”. Nel frattempo lei è diventato il vice presidente del Rezzato, società ambiziosa lombarda in serie D. “Si, avendo capito che l’operazione non poteva andare in porto mi sono guardato intorno. Qui viene sposata la mia idea di calcio: si vuole approdare tra i professionisti e questo a me stimola. E’ la cosa che volevo fare a Macerata. Questo però non significa che chiudo le porte al progetto Maceratese, se esso fosse di calcio professionistico o quantomeno importante. Il marchio è mio e posso garantire che è in buone mani. Ho poi letto che negli ultimi mesi si sono avvicinati imprenditori importanti come Mauro Canil e Maurizio Mosca. Mosca lo conosco direttamente e posso affermare che trattasi di persona capace e molto in gamba, con la quale mi piacerebbe ragionare per il futuro. Di Canil si parla un gran bene in giro sia come imprenditore che uomo di calcio, quindi non escludo che se loro fossero interessanti a un progetto importante per la Maceratese di poterci ragionare insieme”. Negli ultimi giorni gli “Amici della Rata” hanno annunciato di aver acquistato il marchio della Maceratese, come hanno fatto allora? “Non lo so – dice sorridendo Ruggeri – Il marchio è mio, non so a loro cosa è stato venduto”.

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