Sono sicuramente più i meriti che i demeriti in questa esperienza alla Maceratese di Matteo Possanzini. Il tecnico di Porto Recanati è stato esonerato ieri ma è giusto fare delle riflessioni su ampia scala negli ultimi due anni. Partiamo dall’annata 2024-2025. Fare meglio di quanto fatto era impossibile. Campionato vinto (seppur allo spareggio, ma conta poco) e dunque primo posto e promozione in serie D. Quindi giù il cappello per la proposta di gioco e per i risultati conseguiti. E’ chiaro: il suo modo di impostare il gioco può piacere o non piacere ma il risultato sportivo della scorsa stagione è innegabile. Andiamo alla stagione in corso. In estate la società non ha fatto spese elevate e dunque l’obiettivo dichiarato e oggettivamente possibile era soltanto quello della salvezza, magari ottenuta anche al playout. Purtroppo, o per fortuna, il nome Maceratese da solo non permettere di vincere le partite. Perché gli avversari sono agguerriti e come detto la gran parte delle società ha investito più della Maceratese in questa stagione. Andiamo ai giorni nostri. E’ chiaro che il duplice ko contro Ancona (4-0 e 9-1 totale) e soprattutto Termoli (0-1 in casa) ha fatto traboccare il vaso.
La sensazione però è che il cambio sia più per “tranquillizzare” la piazza (che domenica era particolarmente agitata contro il tecnico…) piuttosto che per reali gravi demeriti dell’allenatore, fortemente voluto dal DG Serangeli e sempre difeso anche in passato in situazioni dove veniva messo in dubbio. La classifica della Maceratese parla oggi di una squadra che sarebbe salva matematicamente e dunque l’obiettivo stagionale sarebbe ampiamente raggiunto. Inutile sottolineare poi le difficoltà di Possanzini nel giocare tante gare con difensori centrali risicati e senza centravanti (la storia di Ciabuschi arrivato con ritardo..). Le 15 sconfitte in stagione pesano e sono quelle che hanno portato la società poi al cambio ma è giusto comunque ricordare il percorso fatto dal tecnico a Macerata e soprattutto il grande merito di essere stato il condottiere di una promozione importante che ha portato la Rata nuovamente in serie D.
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