Le due amministrazioni sono alle prese con situazioni simili. I tifosi biancorossi sposano il progetto Canil ma sembra esserci il blocco dell’attuale frangia politica. Ciarapica invece vuole fare spazio alla Sangiustese
di Andrea Busiello
Macerata e Civitanova stanno vivendo due momenti simili ma li stanno gestendo in maniera opposta, così come successe all’epoca della Lube. La Politica maceratese non vuole fare nessun passo verso l’operazione Canil, anzi cerca proprio di non agevolarla e seppur con tutta la città contro porta avanti l’attuale progetto di patron Crocioni, volto più al “Contentimoce” che a delle basi solide e futuribili degne di tale nome. Basti pensare alla scelta dell’allenatore, dove la scintilla che ha fatto scattare l’amore non è certo stata il curriculum sportivo di Daniele Marinelli, ma in primis ci sono state altre scelte che hanno portato all’individuazione del tecnico biancorosso (dopo aver incontrato e parlato sia con Nocera che con Zannini). Tornando al progetto Canil, sposato anche ufficialmente dalla tifoseria, la Politica maceratese non ha mosso una foglia in materia, evidentemente disinteressata all’idea che una persona con obiettivi ambiziosi possa planare in città per farla crescere. Non sarà certo questo che farà paura al numero uno del Matelica, intenzionato a vincere il campionato sul campo e progettare il professionismo a Macerata. E’ chiaro che per fare questa operazione ci vogliono mesi e mesi di lavoro e se neanche ci si mette seduti con l’attuale amministrazione evidentemente da questa parte non c’è interesse e volontà. Però a maggio 2020 si andrà al voto e presumiamo che uno dei cavalli di battaglia di chi si presenterà sarà proprio quello di stendere tappeti rossi a Mauro Canil, anche perché i tifosi della Maceratese si sentono particolarmente presi in giro e sanno benissimo che questo è l’unico treno per un calcio professionistico e di lunga scadenza. L’eterno derby con Civitanova regala invece l’estrema apertura della politica civitanovese all’approdo della Sangiustese in città. Così come successe con la Lube dove Civitanova stese tappeti rossi per i cucinieri l’approccio sembra essere il medesimo anche in questa circostanza: il Sindaco Ciarapica e il suo staff stanno pensando in ottica futura e non vogliono ostacolare l’operazione. Forse sotto sotto l’intenzione potrebbe essere quella di cercare di far unire le forze a Tosoni e Profili per realizzare un unico team in grado di poter ambire molto in alto, sicuramente al professionismo. Nel mezzo ci sono le città e le tifoserie. Mentre a Macerata sono tutti con il progetto di Canil a Civitanova c’è molta divisione tra la tifoseria. Di sicuro anche in questa circostanza, così come successe per la Lube, la differenza delle due città è netta. Da un lato, a Macerata, prevale il concetto di “Contentimoce” mentre a Civitanova la mentalità sembra essere molto più aperta e lungimirante. L’operazione Lube ha sicuramente portato una visibilità nazionale e un incremento di presenze in città in maniera vertiginosa, stessa cosa potrebbe significare Canil a Macerata. E farsi sfuggire questa occasione potrebbe essere mortale per una città che da anni è in forte declino.
Author: Alessandro Molinari
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