Le parole sconfortanti del titolare Pino Frisari
di Maikol Di Stefano
“Il finale amaro che si prospetta è che il mare si risucchi l’intero stabilimento”. Sono queste le parole sconfortanti e che nascondono rabbia e frustrazione da parte di Pino Frisari, titolare del ristorante e stabilimento balneare “Acapulco” a Porto Recanati a pochi passi dal mare.
“Dieci anni fa dopo la prima mareggiata di grande importanza, lo chalet è andato completamente distrutto. Ci siamo dovuti rimboccare le maniche e senza l’aiuto di nessuno ritirarlo su. Oggi vedere che la fine alle porte è di nuovo quella per noi è una ferita. – spiega il titolare – Quanto è accaduto ieri ci ha portato danni economici e d’immagine, l’impianto elettrico è andato distrutto. L’acqua ha invaso completamente il ristorante, sono saltate le fognature e questo ci ha costretto a dover disdire le prenotazioni”.

Il problema dietro alla mareggiata è quello delle scogliere posizionate lungo il tratto costiero, ma che lascia spazio proprio a ridosso dell’Acapulco dove poi il mare in forza va a confluire. “Abbiamo fatto una denuncia preventiva due anni fa, quando c’era ancora la vecchia amministrazione. Ora ne faremo un’altra, ma tanto resterà inascoltata. Sono state posizionate le scogliere a difesa del tratto ferroviario, lasciando libertà al mare di sfogarsi contro la nostra attività. Io pago la concessione, ma non ho più spiaggia e di questo passo a maggio sarà impossibile aprire il lato mare. In questo momento il lungomare è un macello, pieno di detriti che noi stessi stiamo pulendo. Non si è fatto vedere nessuno dell’amministrazione comunale, non è arrivato alcun volontario della Protezione Civile. Siamo in mano al nulla”.

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