Luca Mazzola ha creato un vero mini tempio del calcio

L’uomo di Jesi ha collezionato tantissimi pantaloncini e merchandising

DI GIANMARCO GHERARDI.

Vi portiamo a Jesi per raccontarvi una bella storia di tradizioni e passioni, dove il tifo e la passione per il calcio, quella sana e che ne fa parlare positivamente, incontra un amante vero di questo sport. Ciò ci mostra come nelle Marche ci siano persone che amano questo sport nella maniera giusta e genuina, contribuendo ad alimentare la passione e il movimento calcistico. Luca Mazzola ha creato un mini-tempio del football, ovvero, una stanza del calcio, esclusivamente dedita alla collezione di t-shirt, sciarpe e soprattutto pantaloncini delle squadre di calcio, provenienti da tutto il mondo. Ci sono “solo” pezzi originali da collezione, di tanti anni fa ma anche recenti e nuovissimi e che quindi, hanno un valore complessivo economicamente importante.

Luca ha iniziato a collezionare nel 2000 e da 25 anni dovunque è andato, o si è fatto portare il merchandising da suoi conoscenti, oppure, l’ha comprato direttamente lui. Qualche anno fa stava per smettere, ma con la nascita del figlio e la passione per il calcio che gli trasmette e che continua, come è successo anche a lui con il padre, non si ferma e anzi, decidono di continuare insieme. Luca ci ha raccontato in che modo è nata l’idea della stanza da football, come sta portando avanti il tutto, i pezzi più importanti per lui e ci dirà anche il valore economico che ha questa collezione che lascerà interamente a suo figlio. Il suo racconto: “come primo pantaloncino ho comprato, i pantaloncini del Monaco 1860, ancora lo ricordo perché da lì mi è nata proprio la voglia. All’inizio era un piacere indossarli, perché tutti i pantaloncini che ho, li indosso durante le giornate in primavera, estate, a casa, in situazioni comode insomma, ma prendendomene sempre cura. Quindi, indossando questo primo paio di pantaloncini, mi piacevano molto addosso e dunque da lì, ho deciso che in ogni posto dove sarei andato in vacanza o sarebbero andati i miei stretti conoscenti ne avrei comprato uno o più, in base alle squadre che si trovano in quella città e praticamente è andata a finire che ad oggi, ho una collezione di circa 258 paia di pantaloncini. Siccome sapevo che ne avrei avuti tantissimi e sempre di più, ho allestito una stanza di casa, come un armadio, appositamente per tenerli in ordine e mostrarli agli appassionati come me. Si tratta di una collezione importante, di squadre dalla terza categoria italiana alla Serie A fino ad arrivare al calcio europeo ed internazionale, oltre alle nazionali, insomma una bella collezione divisa appunto per stato, categoria e importanza, dalle squadre più blasonate a quelle di più basso rango. Questa collezione a un certo punto della mia vita volevo interromperla perché è un dispendio economico abbastanza pesante, considerando che un pantaloncino costa su una media di 30€, ma ce ne sono anche da 25€ e da 50€, poi se ci metti il numero del giocatore che ti piace sono sempre altri soldi in più che adesso è diventata una spesa notevole di questi tempi. All’inizio ne facevo meno caso, adesso un po’ sì, quindi avevo detto vabbè basta, poi con il secondo figlio che ho avuto, mi è nato un maschio e quindi, da lì mi sono detto visto che ho questa grossa passione per il calcio e sapevo che l’avrei trasmessa, continuo” – ci dice.

“Oggi mio figlio ha sette anni, gioca a calcio, gli piace il calcio, tifa una squadra, insomma sarà una collezione che porterà avanti lui” – continua. “Quando era nato mi sono detto la continuiamo insieme e la porterà avanti lui, ma non è una donazione bensì, è proprio un lasciargli qualcosa di mio che continuerà lui a farlo e quindi, un proseguo di una tradizione della nostra famiglia, dove magari lui lo farà con suo figlio ecc., perciò una passione familiare, però, non lo so se andrà avanti ma sicuramente farò del tutto per far sì che ciò avverrà” – sostiene. “Nella nostra famiglia tutti siamo stati sempre nel mondo del calcio, anche mio zio, mio nonno, insomma è da una vita che abbiamo sempre la passione e lo seguiamo in televisione o negli stadi. Per strada o dentro casa non manca mai una palla che rotola con noi, è una costante della famiglia ed ecco quindi che questa tradizione è stata la spinta per portare avanti la collezione”. “Hai fatto stimare il valore della collezione da esperti riconosciuti e certificati del settore?” Le sue parole: una decina d’anni fa, ho contattato su Facebook un signore inglese, un collezionista professionista del settore, chiedendogli una stima, perché avevo visto le sue pagine social media e la sua collezione online. Lui mostra ad esempio, il valore di una data maglietta che si fa valutare a sua volta da un esperto. Allora abbiamo parlato di questo diciamo a grandi linee, mandandogli le foto di ogni pantaloncino che ho” – dichiara. “É stato un grosso lavoro mandargli le foto di ogni pezzo della collezione” – prosegue. “Mi ha stimato il tutto sulle 7-8 mila sterline a quel tempo, quindi, parliamo adesso di circa 8-9 mila euro di pantaloncini, quindi, è un bel capitale che posso lasciare in eredità alla mia famiglia perché, acquisisce più valore col passare del tempo”. “Luca ci sono dei pezzi emblematici per la storia e la cultura calcistica di Jesi e delle Marche ma non solo, all’interno della collezione, sono anche i più significativi per te? Se non sono questi, quali sono?” La risposta di Luca: “i pantaloncini delle squadre marchigiane sono quelli con cui ho un legame emotivo e personale più forte per diversi motivi, insieme al pantaloncino della nazionale italiana che ha vinto l’europeo nel 2020 con la firma del CT Roberto Mancini che ho appositamente incontrato in un bar e mi ha autografato con dedica. L’altro pezzo è la new entry, il pantaloncino del Como Calcio firmato con dedica da Alessandro Gabrielloni il quale, proprio alcuni giorni fa, quando sono andato ad assistere a un suo match e ci siamo visti, mi ha lasciato dedicandomi una firma e quindi, un altro pezzo che si aggiunge alla collezione” – conclude.

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Author: redazione

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