Le promesse ritardatarie della Fermana, “Pagheremo stipendi vecchi”: 150mila euro in due mesi per evitare penalizzazioni

L’appello accorato del club primo in Eccellenza. “Saremo seri, i tifosi rientrino allo stadio”. Le analisi e le ricostruzioni

Nelle scorse ore la Fermana ha pubblicato un appello quasi disperato, per ammaliare pubblico e promettere. “Pagheremo, faremo…”. E’ stato un appello su più piani, per tentare di convincere i tifosi a tornare allo stadio, per rassicurare atleti attuali e passati in tema stipendi, per aprire le porte alla cessione societaria – che però pare impossibile con il club in Eccellenza e alle prese con tanti debiti -.

Tutti gli impegni – compresi quelli relativi alla scorsa annata sportiva – saranno rispettati con la massima serietà”. Si è letto nel comunicato firmato dal signor “nessuno”. Una ammissione di colpevolezza, in pratica, perché si sottolinea nelle righe come parte degli stipendi ai calciatori protagonisti della retrocessione in D non sia mai stata corrisposta. Nel frattempo gli ex che aspettano da sette mesi hanno diffidato il club, come raccontavamo già un paio di mesi fa, portando avanti il discorso vertenze per recuperare i crediti. Nei prossimi mesi, secondo quello che è possibile ricostruire, sono attese le sentenze. Poi la Fermana dovrà veramente pagare – attorno a febbraio il termine ipotizzabile? – per non incorrere in penalizzazioni da scontare in questa Eccellenza. Si parla di circa 150mila euro per liquidare Romizi e soci. La posizione di classifica della Fermana potrebbe rivelarsi fondamentale… Nel frattempo, però, alcuni ex collaboratori stanno chiedendo ripetutamente al proprietario Gianfilippo Simoni di sistemare le rispettive posizioni relative alla scorsa stagione: ci hanno fatto sapere che Pippo, però, non risponde né alle chiamate nè ai messaggi.

Per quel che concerne la ristrutturazione del debito in corso, invece, entro 120 giorni dall’omologa datata metà luglio – dunque entro metà novembre… – sarebbero dovuti esser pagati circa 350mila euro – rimanendo fedeli alle carte – a fornitori e privati, quelli che delle ristrutturazione non facevano direttamente parte. A settembre, va ricordato, fu pagata la rata di circa 450mila euro all’Agenzia delle Entrate grazie all’accordo con Versalis, ma a quanto risulta ai calciatori degli anni della C continuano a pervenire cartelle da pagare. Anche negli ultimi giorni. Secondo quello che raccontano gli sfortunati protagonisti, se la Fermana grazie all’omologa ha corrisposto solo il 30% del debito, per recuperare l’altro 70% l’AdE continuerà a rivalersi sui giocatori stessi dall’anno 2018 in poi. Una beffa.

Infine, per quel che riguarda la chiacchierata vendita, forse meglio parlare di partnership ma non è così facile coinvolgere. Simoni da settimane starebbe provando a sedurre l’Afc Fermo – in questo momento i bilanci sono in fase di analisi – ma la trattativa pare in salita. Sulla Tibisco Consulting, invece, tabula rasa: non è dato sapere chi sono gli sponsor di Marino Marino – mai chiarita la sua posizione – e non è dato sapere nemmeno chi pagherà prossimamente.


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