“La Vedova Allegra” incanta l’Arena Sferisterio

Successo per l’operetta di Lehàr che ha inaugurato la 61ª edizione del Macerata Opera Festival

La prima de “La Vedova Allegra” di Franz Lehàr ha aperto con grande successo la 61ª edizione del Macerata Opera Festival, portando per la prima volta questa celebre operetta in italiano sul palco dell’Arena Sferisterio, gremita di spettatori entusiasti.

Lo spettacolo si apre con un funerale: quello di un milionario del piccolo stato di Pontevedro, il signor Glawari, che, dopo aver sposato la bella e povera Hanna, muore misteriosamente a soli otto giorni dalle nozze. Questa morte improvvisa lascia Hanna libera e ricca, ma anche al centro di attenzioni e intrighi. I partecipanti al rito funebre, dopo un inizio solenne, si trasformano rapidamente in parigini festaioli della Belle Époque, immersi in feste e balli che rievocano l’ultima stagione dell’impero asburgico.

Hanna Glawari, donna indipendente e sicura di sé, è corteggiata da molti, soprattutto dai membri dell’ambasciata di Pontevedro, preoccupati che la sua eredità possa uscire dal paese se sposerà uno straniero. Per questo motivo, il conte Danilo Danilovic, con cui Hanna ha un passato, viene incaricato di conquistarla e sposarla per salvare il piccolo stato dalla rovina finanziaria.

La regia di Arnaud Bernard sfrutta la vastità del palco dello Sferisterio, lungo cento metri, riempiendolo con ben 85 artisti tra coristi, ballerini e solisti. I costumi d’epoca, curati da Maria Carla Ricotti, e le scenografie di Riccardo Massironi evocano con precisione l’atmosfera del 1905: divanetti di velluto rosso, ombrelloni bianchi e sagome colorate di ballerine di cancan si alternano nelle tre scene principali, illuminate da lampioni liberty decorati con festose bandierine.

Un tocco di comicità viene aggiunto da Njegus, l’impacciato impiegato d’ambasciata, che parla in dialetto napoletano, regalando al pubblico momenti di leggerezza.

Accanto alla storia principale, si sviluppa la trama secondaria della relazione clandestina tra Camille de Rossillon e Valencienne, moglie dell’ambasciatore, che utilizza l’astuzia di Hanna per sfuggire a una situazione imbarazzante. Questo stratagemma consente a Hanna di mettere alla prova l’amore di Danilo, sfociando in un finale lieto e commovente.

Il momento clou è un travolgente cancan di Offenbach, seguito da spettacolari fuochi d’artificio e da un lungo applauso del pubblico.

Il soprano romeno Mihaela Marcu, nel ruolo di Hanna, ha incantato con la sua interpretazione matura e coinvolgente, supportata dal tenore Alessandro Scotto di Luzio, convincente nei panni di Danilo. Ottima anche la performance di Alberto Petricca (barone Mirko Zeta) e degli altri giovani interpreti, tutti attori completi capaci di un equilibrio perfetto tra canto e recitazione.

Il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”, diretto da Christian Starinieri, ha offerto un contributo solido e apprezzato. La direzione d’orchestra di Marco Alibrando alla Form, pur non brillante come auspicato, ha comunque garantito una buona esecuzione complessiva.

Lo spettacolo tornerà in scena il 27 luglio e il 2 e 9 agosto, promettendo di replicare il successo della serata inaugurale.

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Author: redazione

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