La storica bandiera Cleri saluta il calcio giocato ma non la Fermignanese: “É stato un viaggio incredibile, ora si apre un nuovo capitolo”

Nell'immagine Francesco Cleri, ex giocatore della Fermignanese

ECCELLENZA – Le parole del giocatore

Di Alessandro Bonci

“Le bandiere non esistono più”, una frase che riecheggia spesso nel calcio di oggi. Un modo per spiegare come tanti valori tradizionali sembrino ormai svaniti, tra chi rincorre il denaro e chi ambizioni più grandi, mettendo in secondo piano l’attaccamento a una maglia. Un discorso che però non vale per Francesco Cleri. Cresciuto e nato a Fermignano, ha legato tutta la sua carriera ai colori biancoblù, diventando una vera bandiera con 16 stagioni in Prima Squadra, molte delle quali da capitano. Dopo la storica salvezza conquistata quest’anno nel campionato d’Eccellenza, il centrocampista classe ’93 ha deciso di dire addio al calcio giocato, ma non alla sua Fermignanese: dal prossimo anno entrerà infatti nello staff di mister Pazzaglia.
Abbiamo ripercorso con lui le tappe più importanti del suo viaggio: “Sono stati anni ricchi di emozioni. Sono salito in prima squadra nel 2010, quando la società era reduce da due retrocessioni consecutive. In quel momento siamo stati chiamati a ripartire, io insieme ad altri ragazzi del posto. Si percepiva che Fermignano fosse un luogo di passaggio, e la mia volontà era quella di cambiare questa mentalità. Ho vissuto più gioie che dolori, per fortuna: dopo i playout nei primi anni siamo riusciti a risalire fino all’Eccellenza, mantenendo poi la categoria. Cosa mi porto dentro? Lo spogliatoio. Un contesto difficilmente replicabile, dove sono nate amicizie che mi porterò sempre dentro. Da calciatore devo tantissimo a Pazzaglia e Teodori, che hanno alzato il livello del Fermignano.”
Per Cleri però, è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo: “Gli ultimi due anni sono stati i più belli ma anche i più difficili. Ho avuto la fortuna di condividere il campo con compagni bravissimi, che mi hanno fatto capire quanto il livello si sia alzato. Giocare altrove? Non l’ho mai immaginato, perché per me c’è sempre stato solo il Fermignano.”
Il punto di svolta del club, secondo Cleri, è arrivato in un momento ben preciso: “La svolta è stata quando siamo stati vicini a non iscriverci al campionato. Due giorni dopo, ci siamo iscritti con solo giocatori del posto. In quel momento ci siamo sentiti responsabilizzati e abbiamo iniziato un percorso di crescita anno dopo anno.”
Nel corso della sua lunga esperienza in biancoblù, Cleri è diventato capitano e punto di riferimento della squadra: “Restare tutti questi anni con questa maglia è stato naturale. Non ho mai avuto il desiderio di andare altrove, ho sempre pensato a fare il meglio per questa società. Non mi sono mai sentito un punto di riferimento, essere capitano per me ha sempre significato mettere il bene della squadra davanti a tutto e cercare di dare il buon esempio, soprattutto ai più giovani.”
Ora per lui si apre una nuova avventura, ancora al fianco del Fermignano e di mister Pazzaglia: “Ci tengo a ringraziare la società per tutto quello che mi ha dato. Spesso non ci si rende conto di quanto tempo e sacrifici mettano certe persone per il bene del Fermignano. Con Pazzaglia ho un rapporto molto diretto, è una persona che dice sempre quello che pensa. Ha contribuito tantissimo alla crescita del gruppo: siamo passati da una squadra di metà classifica in Promozione a salvarci direttamente in Eccellenza praticamente con lo stesso organico. Quando è arrivata questa proposta sono stato orgoglioso di accettarla, sarà un ulteriore step per crescere.”
Per la Fermignanese si è chiusa una stagione positiva con la salvezza diretta in Eccellenza, e sul futuro Cleri ha le idee chiare: “Il salto di qualità arriva quando tutte le componenti lavorano nella stessa direzione, dalla squadra alla società. È sempre stato così in questi anni, ciò ha permesso di dare il via a un percorso di crescita graduale e continuo. Mi auguro che il Fermignano continui a crescere step dopo step, senza forzare i tempi. Tornare a riempire lo stadio è stato motivo di orgoglio: anche da matricola siamo stati una delle squadre più seguite del campionato. Ai tifosi va un grazie enorme.”
Infine, il classe ’93 porterà sempre con sé alcuni ricordi indelebili: “Racchiudere tutto in una parola? Appartenenza, passione e voglia. Non mi aspettavo un percorso simile, con il sogno di riportare il Fermignano in Eccellenza dopo tanti anni. Il ricordo più bello è probabilmente l’esordio a Montegranaro: da ragazzino lo sognavo quando andavo a tifare la squadra, e per me è stata la chiusura di un cerchio. Un’altra partita fondamentale è stata il playout contro il Cuccurano in Prima Categoria: finimmo sotto di nove punti e riuscimmo a salvarci, da lì qualcosa cambiò davvero ed è iniziato il percorso che tutti conoscono.”
Una carriera interamente dedicata ai colori biancoblù, e una storia che continuerà ancora, anche senza calcare il campo e indossare quella fascia che lo ha contraddistinto in tutti questi anni. Perché forse le bandiere esistono ancora, basta guardare Francesco Cleri.

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Author: redazione

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