di Fulvia De Santis
Maria Elisa D’Andrea, la notaia candidata sindaca alle amministrative di maggio, in un’intervista in onda su TVRS stasera alle 23 affronta, oltre ai temi a lei più cari per una San Benedetto più vicina al cittadino, anche la questione del presunto conflitto di interesse legato alla figura del marito, presidente della Sambenedettese, rispondendo alle critiche dei detrattori.
“La sicurezza è fondamentale”, sottolinea D’Andrea, evidenziando come alcuni quartieri della città, in particolare lungo il mare, risultino da tempo al buio. “È una cosa che capita a tutti noi: rendersi conto che alcuni quartieri sono al buio da tempo, in modo incomprensibile”. Per la candidata, la mancanza di illuminazione rappresenta un problema concreto che incide sulla vivibilità e sulla sicurezza: “Al buio si può fare qualunque cosa, si può nascondere, si può spacciare, si può rubare”. Da qui la proposta di una gestione più moderna ed efficiente dell’illuminazione pubblica, anche con sistemi controllabili da remoto: “Una lampadina viene cambiata dopo mesi o anni, non è possibile che un cittadino debba continuare a sollecitare questi interventi. Deve avvenire in automatico”. Parallelamente, D’Andrea sottolinea la necessità di rafforzare il sistema di videosorveglianza e di adottare un approccio integrato ai problemi sociali, citando ad esempio situazioni come quella del Ponterotto, dove emergono anche criticità legate all’accoglienza e ai servizi.
Sul fronte turistico, la candidata pone l’accento sulla gestione dei lavori pubblici: “Non possiamo accogliere i turisti con i cantieri aperti”. Secondo D’Andrea, è necessario pianificare meglio gli interventi per non compromettere la stagione turistica. La sua proposta punta anche sulla destagionalizzazione, attraverso eventi sportivi, culturali e ludici capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno. “Grandi eventi per attirare turismo e piccoli eventi per i cittadini”, aggiunge, sottolineando l’importanza di un cinema attivo e accessibile.
Ci vorrebbero spazi nuovi, fruibili per tutte le fasce d’età: “I ragazzi non hanno dove andare, i bambini non sanno dove portarli, anche per adulti e anziani servono spazi raggiungibili a piedi”. L’obiettivo è un rilancio culturale attraverso luoghi di aggregazione e iniziative diffuse.
Tra i punti centrali del programma c’è anche il tema della mobilità, che D’Andrea considera fondamentale per migliorare la qualità della vita in città. “A cuore ho i parcheggi. Meno macchine e più vivibilità”, afferma, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra esigenze dei cittadini e sostenibilità. La proposta passa dalla realizzazione di parcheggi multipiano, affiancati da un potenziamento del trasporto pubblico, che dovrà essere più frequente, efficiente e orientato a soluzioni sostenibili.
Riguardo al progetto del Ballarin, la candidata esprime perplessità sulla demolizione: “Si poteva trovare una soluzione tecnica che salvasse parte di quello che è stato demolito”. Pur guardando al futuro, sottolinea la necessità di chiarire il progetto e di destinare l’area a uno spazio verde o a un giardino pubblico, anche attraverso i fondi disponibili.
Ampio spazio anche al tema del porto. D’Andrea si dice contraria alla realizzazione di una seconda cassa di colmata: “Non sono d’accordo. Se ci sono i soldi per fare casse di colmata, devono esserci per riqualificare il porto”. La candidata propone uno sviluppo che tenga conto della marineria e delle attività già presenti, senza penalizzare il lavoro dei pescatori, pur mostrando apertura alla darsena turistica, purché non sostituisca le funzioni produttive esistenti.
Invece sul tema del presunto conflitto di interesse legato al marito presidente della Sambenedettese calcio, Vittorio Massi, la D’Andrea respinge le accuse: “Non credo che ci sia qualcuno privo di conflitti di interesse. Le mie attività e quelle di mio marito sono sotto gli occhi di tutti”. Sottolinea la trasparenza della propria posizione e ribadisce di avere il ruolo di dirigente nelle questioni che riguardano la società sportiva. Sul piano politico, la candidata rivendica la scelta di una lista civica e un approccio pragmatico: “Lampadine, buche, allagamenti: bisogna cominciare dalle piccole cose”. Il metodo proposto è chiaro: “Ascoltare, partecipare, riflettere e poi decidere”.
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