A tre anni dalla morte lo ricordano le figlie Emanuela e Federica. Quest’ultima, interprete di Innocent Oseghale: “Feci richiesta al presidente della Corte d’Assise per potermi allontanare soltanto quando seppi che per mio padre purtroppo non c’era piu’ nulla da fare e l’udienza venne interrotta”. L’azienda a Piediripa, dopo la scomparsa del fondatore, e’ in fase di ristrutturazione
di Maurizio Verdenelli
C’e’ stato un momento a lungo nella mente di Federica respinto, sempre rinviato, incombente. Poi, sul finire di quel 21 marzo di tre anni fa, l’incubo che diviene dramma e la richiesta che mai lei avrebbe voluto fare al presidente. E’ ormai sera ma l’udienza in Corte d’Assise a Macerata e’ ancora nel vivo. Al centro c’e’ Innocent Oseghale, unico imputato dell’omicidio di Pamela Mastropietro. Gli occhi del mondo sul palazzo di Giustizia marchigiano e su quel giovane africano accusato e poi ritenuto colpevole di un crimine ‘da prima pagina’. Tra lui e l’Aula una sola via di comunicazione: affidata ad un interprete che offre sicurezza a tutti, ‘in primis’ alla Giustizia.
“Signor Presidente, posso assentarmi?”. “Mio padre sta morendo” ho aggiunto visto che il dottor Roberto Evangelisti era rimasto molto sorpreso. Conosceva infatti il mio impegno, l’entusiasmo per un’esperienza che rimarra’ per sempre nella mia vita” mi dice la dottoressa Federica Paccaferri.
Udienza sospesa e rinviata. Una storia nella storia intrecciata con l’ultimo atto di un imprenditore straordinario nato 78 anni prima a Seppio di Pioraco, 45 km da Macerata, poche case al confine montano con l’Umbria.
Domenico nasce da Maria, sarta e Felice, muratore il 2 novembre 1940. Alto, robusto e splendido agente di commercio per la Faema (dal ’63 dipendente operativo a Macerata).
Domenico e Nadia nel 1974Il matrimonio con Nadia anche lei di Seppio nel rispetto del detto ‘moglie buoi dei paesi tuoi’, dopo un fidanzamento poliennale (11anni) a fine ottobre 1971. Due figlie: Emanuela e Federica; combattive e forti. Nasce pure in quel fatidico ’71 da boom economico l’azienda dell’inesauribile Domenico, sede in viale don Bosco a Macerata. Sette anni piu’ tardi il trasferimento in via Roma. Data il 1979 la concessione del prestigioso marchio Carpigiani (gelateria e pasticceria) a fianco del preesistente Faema. Vent’anni fa il trasferimento della sede a Piediripa e la ‘Domenico Paccaferri srl‘. I soci? Domenico e Nadia, l’amore nato a vent’anni e duraturo come la roccia della ‘loro’ Seppio.
Lo stabile dove è ubicata l’azienda che è di proprietà della famiglia PaccaferriSei anni piu’ tardi ecco Emanuela, dottore in Economia Bancaria a curare clienti vecchi e nuovi. Piu’ tardi l’ingresso di Federica, laurea in Lingue. “Difficile competere con le mie figlie” si compiaceva Domenico apertamente alle fiere di settore.
Domenico Paccaferri per i suoi 25 anni d’attivita’Quel marchigiano appassionato del proprio lavoro, timido come tutti i ‘ragazzi’ dell’entroterra, ha fama di essere leale e di cuore. C’e’ da fidarsi. La stima della gente non e’ acqua -l’istinto imprenditoriale e la volonta’ di espandersi neppure. Cosi’ la ‘srl’ allarga costantemente il business ad altri rami ed attivita’ commerciali.
Tenero si’ ma a quelle due figlie, adorate (guai pero’ a dirglielo) il patriarca non fa mancare la briglia stretta, il consiglio talvolta aspri, pungolo: “Così chiuderete: i tempi mutano!” a bella posta magari esagerando. Poi la serena premonizione: “Vi lascio una barca sana…. ora spetta a voi”. “In un’azienda occorrono energie giovanili e l’eperienza dell’anziano saggio“.
Poi la fine del giovane pieno di forze che faceva ogni giorno 90 km su una strada ‘impossibile’ per tornare a casa per amore di Nadia e della famiglia d’origine. “A Seppio nostro padre passava invariabilmente in estate un certo periodo. Coccolato da nostra zia Luisa, unica sorella e dai nipoti, i nostri cugini Tiziana e Gianluca e dai nipoti Jacopo e Nicola” dicono Emanuela e Federica.
Domenico Paccaferri va sotto i ferri nell’inverno di tre anni fa. “Tra dieci giorni torno al lavoro”. Seguono due mesi d’ansia e il peggioramento non lascia scampo. La fine avviene al crepuscolo del 21 marzo 2919.
Ora la ‘Domenico Paccaferri srl’ e’ in fase di ristrutturazione. “Ci stanno offrendo una grande mano Guido, Roberto, Michele ed Alessandra”.
Il futuro (non prossimo ma venturo) sara’ nelle mani dei figli di Emanuela&Federica. L’indicazione e’ per i giovani Jacopo, Matilde, Evegheniy e Josef. E’ la terza generazione della Paccaferri Family nel nome del patriarca, nonno Domenico.
Domenico e Nadia con il primo nipote Jacopo

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