
ALLA FESTA DELLE CASETTE… COM’ERAVAMO
E’ tornata la tradizionale festa d’inizio settembre nell’antico ‘borgo degli Albanesi’ sfiorata a fino agosto dalle bancarelle di ‘San Giuliano l’Ospitaliere’. Nel ‘600, mi ricorda l’arch. Silvano Iommi assessore e storico, l’attuale Borgo Cairoli era proprio definito cosi: ‘degli Albanesi’ a dimostrazione che quella dell’immigrazione e’ vicenda antica che per cicli centenari, riemerge. Ieri all’apertura della Festa i maceratesi autoctoni si sono ripresi ‘possesso’ seppure per una notte della loro fetta di citta’ fuori dalle Mura. E rispettando le attuali proporzioni demografiche del luogo, non erano in effetti tantissimi. Motivo di forte resilienza tuttavia la riapertura dell’ex Caffettone chiuso dalla morte improvvisa a febbraio del suo popolare gerente Fabio. Ora si chiama ‘Piccolo bar del Corso’ ed e’ Giordano altro esercente noto e stimato del Borgo, a dirigerlo. Con lui un personale di servizio multietnico efficientissimo. Un po’ il volto nuovo ed attuale del Borgo. Il bar ha riaperto il 2 settembre “ed e’ stato durissimo: abbiamo lavorato tanto”. Per la Festa un motivo di festeggiare in piu’, per le Casette (di cui fu ‘Zar’ Pietro ‘il Grande’ capostipite post guerra della gloriosa dinastia dei fotoreporter maceratesi fondata dai faentini Balelli) un piccolo ma significativo ritorno a com’eravamo e a come saremo.
SAN GIULIANO? PIU’ GIOVEDI’ UNIVERSITARIO
Bancarelle in maggioranza di dolciumi e food (ancora!!), cassati gli amati, tradizionali fuochi d’artificio (aridateceli, almeno a compensazione dei cantieri blocca-citta’) San Giuliano Ospitaliere lo e’ stato particolarmente in centro storico nelle dimensioni di un super Giovedi universitario fuori stagione ospitando disco music e il solito ‘sballo’. Occorre cambiar musica ed abbassare un po’ quella techno senza troppe mance. Che l’Ospitalita’ torni davvero ad essere un motivo di aggregazione e di Festa per l’Anima vera di una citta’ che la sta perdendo (monsignore) a favore dei registratori di cassa spalancati sui quei tanti giovani che il Giovedi, da ogni dove, scambiano Macerata -direbbe un mio amico avvocato teatino- come una Ninive lussuriosa.
ATELIER DI LIBRI
Una notizia che va di segno opposto e’ quella che vedra’ le vetrine sotto il Loggiato di piazza Vittorio Veneto occupate d’ora in avanti dall’Accademia di Belle Arti. Al posto di Coltorti, atelier grandi firme, una Biblioteca ed uno spazio espositivo che si va quest’ultimo ad aggiungere a quello gia’ esistente, viciniore, di palazzo Galeoti. All’ombra della Biblioteca Mozzi Borgetti e al mito di padre Matteo Ricci che ha portato la cultura maceratese in Cina.
ADDIO EMILIONE
E’ il saluto e il ricordo pieno di gratitudine da parte di Andrea Angeli, maceratese, inviato Onu ad Emilio Fede. “Da direttore-conduttore del Tg1 durante la guerra in Kosovo (1998-’99) mi tenne collegato per due mesi ininterrottamente come portavoce Kfor aggiornando la grande opinione pubblica italiana alla tragedia che si sta consumando al confine del Paese. Un grande giornalista, ci manchera’ Emilione”.
Andrea era andato in Kosovo pieno di dubbi circa una carriera ed un percorso lavorativo di grandissimi sacrifici personali, ma fu -racconta- “don Giancarlo Vecerrica a farmi cambiare idea nel corso di un incontro a Loreto. Compresi la profondita’ del messaggio e il valore del compito cui venivo pur con dolore chiamato e non ebbi piu’ remore: il giorno dopo presi l’aereo per Belgrado”.
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