L’operazione è avvenuta a 13 miglia a largo di Senigallia, ad una profondità di circa 35 metri
Il braccio della gru caduta in mare dalla piattaforma Eni “Barbara F” il 5 marzo scorso è stato imbragato e agganciato ai mezzi di sollevamento della nave Mamta della Micooperi, ed ora è in navigazione verso il porto di Ancona.
Nell’incidente, avvenuto durante il trasbordo di una bombola d’azoto sul Supply Vessel Aline B, era morto Egidio Benedetto, 63enne operaio Eni di origine molisana ma residente nel Chietino, che si trovava nella cabina della gru durante la movimentazione; feriti gravemente due operai, 47 e 52 anni, della “Bambini” di Ravenna che erano a bordo del mezzo navale colpito dalla gru.
Il recupero, per mezzo del Rov (un sottomarino a comando remoto) e sommozzatori, è stato eseguito a 13 miglia al largo di Senigallia, a una profondità di circa 35 metri: il braccio della gru era rimasto incastrato sotto la chiglia del supply vessel (la nave di rifornimento ndr). Il pm di Ancona Irene Bilotta ha aperto un fascicolo contro ignoti. (Ansa)
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