CALCIO – L’intervista al tecnico del Real Telusiano
Abbiamo incontrato Andrea Ribichini, mister del Real Telusiano nel Girone E di Seconda Categoria. Conosciuto come “Furia”, l’ex bomber vanta una lunga carriera tra i dilettanti, durante la quale ha segnato moltissimi gol. Il suo ritorno in panchina è stato particolarmente atteso: in passato ha ricoperto il ruolo di vice allenatore in Eccellenza e ha guidato il Corridonia per un intero girone di ritorno. Ha anche conquistato due edizioni del Carlini Orselli. La sua esperienza sportiva è stata segnata da una dura battaglia personale contro il cancro al pancreas, un percorso difficile che ha affrontato con grande coraggio. Oggi, mister Ribichini ci racconta il suo nuovo percorso alla guida del Real Telusiano.
“Per me è un’esperienza completamente nuova – racconta Ribichini. – Il Real Telusiano mi ha chiamato a fine stagione lo scorso anno chiedendomi se avessi voglia di tornare. Questa chiamata è stata per me una vera e propria medicina, che mi fa dimenticare tutti i dolori che ho. Ho affrontato 12 chemioterapie e convivo con la neuropatia, ma ho deciso di rimettermi in gioco con una squadra di Seconda Categoria.
Per quanto riguarda i ragazzi che ho preso in rosa, prima di tutto ho scelto la persona e poi il giocatore. Ho cercato di costruire un gruppo unito e adesso vedo la squadra crescere settimana dopo settimana: mi stanno tutti dietro. All’inizio eravamo considerati una squadra “materasso”, senza credibilità, neanche da parte della società, e con una rosa un po’ limitata. Eppure siamo riusciti a diventare protagonisti grazie a un buon avvio di campionato. Basta pensare che abbiamo vinto il derby e un’altra partita contro una squadra forte come l’Area Trodica. La prima sconfitta è arrivata al 95º minuto, giocando in 10. Ma la ciliegina sulla torta è stata sabato scorso: sotto di due gol, sempre in 10, siamo riusciti a rimontare fino al 96º. È stata una sensazione incredibile, soprattutto per me, perché vivo ogni momento di campo sulla mia pelle: l’emozione di andare in vantaggio, di recuperare e di condividere tutto con i miei giocatori. Alla fine, la gioia di stare insieme alla squadra è per me la festa più bella che ci possa essere. Sono convinto che, con questo spirito, saremo protagonisti di questo torneo”.
In squadra ci sono anche calciatori di rilievo: come li avete integrati nel gruppo?
“I giocatori di maggior valore che abbiamo hanno un’età sopra la media. Carca ha 44 anni, Piccioni 36 e Berrettoni 35. Nonostante l’età, il gruppo dimostra il suo valore ogni volta che entra in campo, giocando con l’entusiasmo di un ragazzino. All’inizio del torneo erano tutte scommesse, ma come dico sempre a loro, devono seguire me e la parola d’ordine è coraggio”.
Secondo lei, com’è il livello del campionato?
“A mio parere è un torneo molto difficile, composto da squadre ben organizzate, e per ottenere risultati è necessario preparare ogni gara nei minimi dettagli. Le favorite sono tante, quindi non voglio sbilanciarmi, ma spero davvero che saremo noi la rivelazione del Girone”.
Della vita da giocatore in campo, quale aspetto le manca di più?
“Nella situazione in cui mi trovo, non posso correre né mettere il mio fisico sotto sforzo. Tuttavia, quello che cerco di trasmettere ai miei giocatori è l’entusiasmo e la determinazione. Io sono una persona molto ambiziosa: le cose, se devono essere fatte, vanno affrontate con criterio e nella vita bisogna sempre essere protagonisti”.
Author: Angelica Mancini
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