Il più bel ritorno in campo, batte Forte il cuore degli sportivi

Sabato al “Nello Crocetti” di Casette Verdini è arrivata la notizia più bella per tutti gli amanti del calcio marchigiano. Alessandro Forte è tornato in campo e lo ha fatto nell’ultima giornata di campionato con il Porto Sant’Elpidio. Il terzino 2006 era stato coinvolto in un incidente lo scorso 29 settembre e da quel giorno il suo futuro si è rivelato sempre incerto, fino al rientro in campo. Il giovane difensore ha raccontato i quasi 7 mesi trascorsi tra ospedale, paura e ritorno in campo:

“All’inizio non mi ero reso conto di tutto quel che mi era successo, poi con i racconti dei miei genitori e delle persone che mi venivano a trovare in ospedale ho capito la situazione. Quando ho saputo che mi hanno operato al femore ho chiesto subito di chiamare il fisioterapista della squadra, Ivano Bisonni, figura fondamentale della società alla quale mi affido molto per un supporto. Mi ha detto che sarei tornato a giocare e dovevo pensare solo a riprendermi. Mi avevano dato tempi di recupero molto più lunghi rispetto a quello che realmente è stato, in quelle condizioni sembrava impossibile tornare e fisicamente il rientro è stato graduale vista la riabilitazione, mentalmente sto ancora soffrendo parecchio l’incidente e tornare a praticare questo sport lo vedo come una liberazione”.

Un supporto incredibile da tutto il mondo del calcio e dalle persone a lui care: “Il supporto è stato davvero tanto, amici e squadra mi hanno aiutato e devo ringraziare mister Lattanzi e il presidente Pasquali per tutto quello che hanno fatto per me. Ci sono state persone che mi hanno prospettato l’idea di rinunciare al calcio ma io voglio essere la dimostrazione che se si tiene a qualcosa la si porta a termine sempre e comunque. Non ho dato mai ascolto a chi mi dice che si vive anche senza calcio, io a tornare ci ho sempre creduto”.

Una maschera e i dolori passati. Alessandro ora può sorridere: “Dopo la frattura scomposta del femore sinistro varie fratture alla faccia tra cui zigomo, orbita dell’occhio e naso che era completamente distrutto (ricostruito dal dottor Racano dell’equipe maxillofacciale dell’ospedale di Torrette). Quando è arrivata la risposta da Torrette sono stato felicissimo, potevo finalmente tornare a giocare a calcio con una maschera. Ci siamo subito diretti a Viterbo dal dottor Giuliani e abbiamo fatto costruire la maschera. Ringrazio i dottori che hanno permesso tutto ciò, altrimenti non sarebbe stato possibile”.

Per il Casette Verdini è come un figlio, la voglia di diventare una bandiera amaranto non manca: “Sarebbe bellissimo instaurare un rapporto longevo con il Casette Verdini e non mi aspettavo che mi venisse consegnata anche la fascia da capitano al mio ingresso. Voglio ringraziare Marco Campana, un giocatore fortissimo che ha scelto di lottare con noi fino alla fine. Mi sarebbe piaciuto disputare quei minuti insieme a Mattia Moschetta, che però era già stato sostituito. Ha fatto un campionato straordinario e lo considero un leader assoluto. Il direttore sportivo Giacomini e Oreste Ruani sono state altre due figure speciali per il mio ritorno”.

Leonardo Matano
Author: Leonardo Matano

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