Il bidoncino ecologico pieghevole di Roberto Giacomucci riceve il prestigioso riconoscimento internazionale
Il Compasso d’Oro Internazionale 2025 parla marchigiano. A conquistarlo è stato il designer anconetano Roberto Giacomucci con il progetto EcoPackly, sviluppato insieme alla Fratelli Guzzini di Recanati. Istituito nel 1954 da Gio Ponti e promosso oggi da ADI con il Commissariato generale per l’Italia, il Compasso d’Oro resta il riconoscimento più prestigioso e antico nel mondo del design. Il premio, consegnato a Osaka in occasione di Expo 2025, ha voluto riconoscere le eccellenze del design di Eco Packly, in linea con il tema dell’esposizione, ‘Progettare la società futura per le nostre vite’.
“Eco Packly è un contenitore per la raccolta differenziata – ci spiega Roberto Giacomucci, designer di Eco Packly. – Il concetto alla base nasce dall’osservazione dei tradizionali bidoncini, il cui principale problema riguarda lo stoccaggio e il trasporto. Rendere un prodotto ecologico non significa solo realizzarlo con materiali riciclati, ma anche fare in modo che occupi meno spazio durante il trasporto: trasportarne 100 è molto diverso che trasportarne 1000. Per questo Eco Packly è stato progettato in modo che non sia smontabile. È stato quindi studiato un sistema, con materiali e tecnologia adeguati, che permette di piegarlo: il contenitore diventa collassabile e può ridursi in un formato piatto fino a un certo punto, ottimizzando logistica e spazio senza compromettere funzionalità e sostenibilità”.

Come è nata l’idea?
“L’idea è nata proprio da questa esigenza: realizzare un contenitore per la raccolta differenziata che non fosse rigido come quelli tradizionali. Inizialmente si era instaurato anche un dialogo con Coop, che chiedeva di sviluppare un contenitore utilizzando i materiali di scarto interni, già presenti nei loro supermercati, come pellicole e imballaggi post-consumo. Anche se non sono certo che il progetto con Coop si sia poi effettivamente concretizzato, questo confronto ha dato lo spunto iniziale da cui è nato Eco Packly”.
Cosa ha significato per lei ricevere il Compasso d’Oro?
“È il sogno della vita. È un po’ come vincere l’Oscar per un attore: un riconoscimento straordinario che corona un percorso professionale. Già lo scorso anno Eco Packly aveva ricevuto una menzione d’onore al Compasso d’Oro, e personalmente nel 2014 avevo ottenuto una menzione con un altro prodotto. Inoltre, quest’anno Eco Packly è stato inserito nei prodotti preselezionati per il riconoscimento finale, quindi era da tempo che qualcosa bolliva in pentola. Non me lo aspettavo proprio in questa occasione, ma ci speravo. Il prodotto è sicuramente valido, come confermano anche altri riconoscimenti ricevuti. Ci tengo a sottolineare il ruolo fondamentale di Domenico Guzzini, che ha acceso la scintilla del progetto. Ci ha creduto fin dall’inizio, investendo tempo e risorse. Non sono molti gli imprenditori capaci di riconoscere il potenziale di un progetto di successo o innovativo nel design. Nonostante le difficoltà tecniche, Domenico ha portato avanti l’idea, coinvolgendo anche la sua squadra. Questo tipo di sostegno non capita tutti i giorni ed è stato determinante per il successo di Eco Packly”.

“Nella nostra storia come azienda Fratelli Guzzini, nata a Recanati nel 1912, questo è il terzo Compasso d’Oro che riceviamo – ci racconta Domenico Guzzini. – Si tratta del premio più ambito nel mondo del design, assegnato solitamente a sole 20 aziende ogni tre anni, il che lo rende particolarmente difficile da conquistare. Siamo quindi molto orgogliosi di questo riconoscimento, che premia l’impegno profuso nella realizzazione del progetto da parte di tutte le nostre maestranze, dal designer e di tutto il team coinvolto.
Eco Packly era stato presentato in anteprima al Salone del Mobile insieme al COREPLA diversi anni fa. Come Fratelli Guzzini, siamo l’unica azienda nel settore dell’oggettistica di design per la casa in materiale plastico a ricevere, durante la mia presidenza – conclusasi circa un anno e mezzo fa – il riconoscimento di Società Benefit e la certificazione B Corp. Questo testimonia l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità, all’uso di materiali riciclati e bio, alla riduzione dell’usa e getta e al supporto delle nostre maestranze. Per ottenere questi riconoscimenti è necessario ottenere un determinato punteggio: abbiamo lavorato per un paio d’anni per poterlo raggiungere e il fatto di esserci riusciti ci riempie di soddisfazione. Eco Packly è nato, in termini di progettazione, prima del Covid, quando abbiamo lanciato il progetto Circle, diventando la prima azienda a realizzare prodotti di design per la casa in materiale riciclato. Il primo materiale utilizzato fu il Repet, proveniente dalle bottiglie di plastica per acqua e bibite ed è l’unico materiale idoneo al contatto con gli alimenti, mentre Eco Packly è realizzato in Polietilene riciclato. Si tratta di materiali complessi da lavorare, ma i nostri tecnici i nostri tecnici hanno fatto un lavoro eccellente, dando vita a collezioni che oggi sono un nostro punto di forza, apprezzate sia a livello nazionale che internazionale.
Viviamo in un ambiente che dobbiamo lasciare in buone condizioni ai nostri figli e nipoti, pertanto anche le aziende devono aver chiari questi obiettivi che guardano alla sostenibilità, all’economia circolare e all’uso di energie alternative. Noi, ad esempio, come Fratelli Guzzini, abbiamo aumentato il fotovoltaico fino a raggiungere quasi il 35% di autonomia energetica, un risultato importante
Tutti questi elementi non solo valorizzano le qualità estetiche di Eco Packly, ma confermano anche i contenuti di sostenibilità del progetto e dell’azienda nel tempo. Fin dalla nascita, Eco Packly ha ricevuto riconoscimenti in concorsi internazionali, incluso un premio a Milano da parte di Rossano Orlandi, guru del design. Questi riconoscimenti rafforzano il valore finale del progetto, culminato con l’ottenimento del Compasso d’Oro, il massimo riconoscimento possibile”.
Infine, Domenico conclude: “Eco Packly è un progetto interamente Made in Marche, dalla tecnologia al team, fino al designer, Roberto Giacomucci. Credo che Roberto sia uno dei pochi, se non l’unico, designer marchigiani ad averlo vinto, e per questo sono estremamente felice e orgoglioso di questo risultato. Lo siamo davvero tutti, perché conferisce al nostro territorio una visibilità internazionale. La premiazione si è svolta all’Expo di Osaka, alla presenza di importanti figure politiche, ambasciatori e personalità giapponesi, garantendo una risonanza notevole. Siamo un’azienda di Recanati e questo riconoscimento ci ha davvero riempito il cuore.”

Author: Angelica Mancini
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