L’intervista al presidente
Dopo un solo anno di purgatorio, il Casette D’Ete è tornato in Prima Categoria e lo ha fatto sabato scorso in virtù della vittoria di misura contro la United Civitanova e del contemporaneo ko della Stese. Un successo costruito passo dopo passo e meritato per la squadra fermana, in testa al Girone E per quasi tutta la stagione.
Con il presidente Danilo Corradini abbiamo fatto un passo indietro allo scorso fine settimana: “La settimana è iniziata senza troppe tensioni, pur sapendo che non erano ammessi più errori con la meta oramai a portata di mano. Ma è proprio alla vigilia della partita che avevo la sensazione di chiudere la pratica in anticipo. Contro la United è stata partita vera fino alla fine. Poi però, quando eravamo in vantaggio e sapevamo che la Stese era sotto di due goal, abbiamo capito che sarebbe stata la nostra giornata. È stata una gioia immensa poter festeggiare di fronte al nostro pubblico, che è stato impagabile”.
Dopo l’amara retrocessione dello scorso anno, la società biancorossa è stata brava a ripartire, iniziando un nuovo corso tecnico con mister Simone Raffaeli, reduce da un triennio più che positivo alla guida del Petritoli, da cui sono arrivati alcuni giocatori fondamentali tra cui Di Nicolò autore del goal promozione: “La retrocessione da neopromossa ci poteva stare, non tanto per l’inesperienza, ma per il fatto di aver fatto parte di un girone di ferro. Così, sfumato anche il ripescaggio, abbiamo deciso di resettare quasi del tutto la parte sportiva e tentare l’avvio di un nuovo percorso per lottare per i play-off unendoci alle idee del mister. Sicuramente pensare e dichiarare di vincere un campionato non è mai stata la nostra idea di partenza, in quanto sappiamo delle mille incognite che ci possono essere durante la stagione e della concorrenza agguerrita che si presentava ai nastri di partenza”.
Un trionfo che porta la firma su tutti proprio del tecnico, che si è ripetuto dopo la vittoria di due anni fa nel girone G con il Petritoli, e poi della società e del gruppo storico all’interno del gruppo squadra: “La scelta di mister Raffaeli è stata molto semplice perché dal primo incontro molte visioni di quello che volevamo fare combaciavano e in un paio di settimane ci siamo organizzati sul da farsi. L’allenatore è stato bravo nel gestire un gruppo formato da giocatori molto validi, ma dai quali è riuscito ad ottenere sempre il giusto contributo dentro e fuori dal campo. Dietro alla società c’è tanto lavoro, forse anche troppo se consideriamo che per le istituzioni veniamo definitivamente dilettanti, mentre invece si tratta di una piccola azienda e l’organizzazione spesso fa la differenza. La nostra storia parla di quasi sessant’anni di attività e questo può aiutare per gestire alcune situazioni, ma tanto abbiamo fatto in questi ultimi anni per gestire al meglio risorse economiche ed umane. Senza nulla togliere alla colonna dei locali che ogni anno riescono a trasmettere ai nuovi arrivati cosa vuol dire e come ci si comporta nel nostro ambiente una menzione particolare va al capitano storico Barbizzi, quasi da 15 anni con noi, che dopo le lacrime dello scorso anno nel play-out ci aveva promesso di aiutarci a tornare nella categoria superiore e così è stato”.

Sui tifosi: “Incredibile è la parola che si può riservare a loro. Merito sicuramente anche del nuovo campo sportivo che la famiglia Della Valle ci ha messo a disposizione e del quale non smetteremo mai di ringraziare. Certo che anche i risultati aiutano a fare audience, ma la costanza di questi ragazzi al seguito ci ha sbalordito ed ha coinvolto molto anche i giocatori”.
Ma la stagione del Casette D’Ete non è finita qui perché dopo il derby di sabato con la Vis Faleria ci sarà un titolo regionale da giocare: “Il girone E quest’anno si presentava con molte più aspiranti al titolo rispetto a due anni fa ed era immaginabile che ci sarebbe stata lotta fino all’ultima giornata. Davanti noi siamo stati bravi a non farci condizionare negativamente dalla sconfitte. Va dato comunque atto al Cska Corridonia e alla Stese di aver mollato l’osso solo alla fine. Ora proviamo a darci da fare al titolo regionale. Potrebbe incidere molto il caldo e il fattore campo in gara secca“.
In chiusura sul futuro: “Non abbiamo ancora ragionato sul prossimo campionato. Conclusa questa avventura ci ritroveremo per parlare, anche se le premesse per continuare insieme non mancano. Lo scorso anno abbiamo visto il grande divario sia tecnico che tattico della categoria, cercheremo di migliorare, ma dipenderà da quello che come società riusciremo concretamente a fare con le risorse umane ed economiche realmente possibili”.
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