“I fatti confermano la correttezza delle scelte dell’Amministrazione”

Dalla Lista Civica Monte San Vito Cambia riceviamo e pubblichiamo in replica ad un articolo:

Rivendichiamo con determinazione la scelta politica di aver realizzato un nuovo asilo nido e di mettere a disposizione delle famiglie monsanvitesi 20 nuovi posti, che si aggiungeranno ai 35 già disponibili presso il nido di Borghetto.
Una scelta concreta a sostegno della natalità, della genitorialità e dei servizi educativi del nostro territorio.

Il nuovo asilo nido, la cui realizzazione è ormai in fase di completamento, è stato finanziato interamente con fondi PNRR e aprirà a settembre, portando l’offerta complessiva a 55 posti.

Questa decisione nasce dall’analisi dei dati e dall’osservazione di una domanda in costante crescita da parte delle famiglie negli ultimi anni. Un’esigenza reale che la nostra Amministrazione ha scelto di ascoltare, affrontare e soddisfare, cogliendo l’opportunità offerta dai finanziamenti del PNRR.

Del resto, la società e le esigenze delle famiglie sono profondamente cambiate rispetto a dieci anni fa. Basti pensare che appena un decennio fa l’allora Amministrazione comunale, per incentivare l’utilizzo del nido, eliminò la differenziazione delle rette tra residenti e non residenti, equiparandole.

Per questo è necessario riportare il dibattito sui fatti. Lo scorso anno educativo, a fronte dei posti disponibili, le domande escluse furono 27, di cui 17 presentate da residenti. Non corrisponde dunque al vero quanto sostenuto dalla minoranza nel proprio comunicato stampa, secondo cui gli esclusi sarebbero stati prevalentemente non residenti: è accaduto esattamente il contrario.

Per il prossimo anno educativo, inoltre, a fronte di 18 uscite dall’asilo nido, i potenziali utenti sono circa 70. Numeri che dimostrano chiaramente come, senza la realizzazione del nuovo nido, la capacità ricettiva sarebbe stata del tutto insufficiente rispetto al fabbisogno effettivo del territorio. Va inoltre ricordato che la normativa nazionale prevede il raggiungimento di specifici livelli minimi di copertura dei servizi per la prima infanzia, percentuali che dovranno essere ulteriormente incrementate entro il 2030. Non corrisponde al vero nemmeno l’affermazione secondo cui le rette sarebbero aumentate del 30%. Gli aumenti mensili deliberati sono infatti pari a:

  • 68,89 euro per la prima fascia, corrispondenti al 20,80%;
  • 88,73 euro per la seconda fascia, corrispondenti al 21,06%;
  • 134,65 euro per la terza fascia (fascia più lunga fino alle ore 17 e quindi con costi maggiori), corrispondenti al 29,57%.

Percentuali che, come si evince, in nessun caso raggiungono il 30% come invece viene riportato nel comunicato della minoranza per alimentare una strumentalizzazione politica. Adeguamenti che si sono resi necessari a fronte della richiesta di aumento da parte della cooperativa che gestirà entrambi gli asili e dei costi sempre più crescenti. Nella retta, infatti, sono inclusi anche i costi relativi ai contratti di lavoro e alle utenze.

Si omette inoltre di ricordare che i genitori possono beneficiare del Bonus Nido, che prevede contributi fino a 3.600 euro annui per i nuclei con ISEE fino a 40.000 euro e fino a 1.500 euro per quelli con ISEE superiore, misura che contribuisce ad abbattere sensibilmente la spesa a carico delle famiglie. Un aspetto che dovrebbe essere considerato quando si parla, in maniera semplicistica, di “salasso”. Tariffe che, peraltro, risultano in linea con quelle applicate da altri asili nido.

Altra informazione non corretta riguarda la fornitura dei pannolini. È assolutamente falso sostenere che i pannolini non saranno più compresi nella retta: la fornitura continuerà ad essere garantita, esattamente come avviene oggi, in quanto prevista dal capitolato vigente. La minoranza sostiene di non essere contraria ai servizi per le famiglie. Del resto, nel proprio programma elettorale aveva promesso l’ampliamento dei posti all’asilo nido. Oggi però, di fronte a un intervento che realizza concretamente quell’obiettivo, sceglie di contestarlo senza indicare proposte alternative a sostegno delle famiglie e della natalità. Siamo certi che, nel formulare quella proposta elettorale, abbiano analizzato attentamente l’andamento demografico del territorio, le graduatorie degli iscritti e le liste d’attesa, così da verificare l’effettiva esistenza di una domanda tale da giustificare l’ampliamento dei posti.

Saranno comunque le domande che perverranno a dimostrare se le famiglie abbiano realmente risentito di questi aumenti, come sostiene la minoranza, oppure se, come riteniamo, sia considerato prioritario l’incremento dei posti disponibili all’asilo nido. Quanto alla nuova scuola dell’infanzia del capoluogo, è utile ricordare che si tratta di un’opera promessa quando amministravano loro, salvo poi osteggiarla quando l’abbiamo realizzata noi, arrivando a definirla “inutile” e “uno spreco colossale”.

Eppure anche qui la realtà racconta altro. Per il prossimo anno scolastico gli iscritti saranno 26, contro i 7 del 2023. I numeri registrati negli ultimi due anni smentiscono definitivamente chi continua a sostenere che non vi fosse alcuna necessità di una nuova scuola dell’infanzia.

Si abbia il coraggio di affermare apertamente che si vorrebbe chiudere quella scuola, senza ricorrere all’argomento secondo cui tutti i bambini potrebbero essere trasferiti a Borghetto, andando così contro alla volontà espressa dalle famiglie che invece apprezzano la presenza di due scuole dislocate sul territorio. Noi continuiamo a ritenere che una presenza diffusa dei servizi scolastici rappresenti un valore aggiunto per la comunità. E i numeri, ancora una volta, confermano la bontà di questa scelta.

Per quanto riguarda infine la Residenza Protetta, la cui concessione sarà in scadenza nell’ottobre 2027, e rispetto all’invito a iniziare a occuparsi del nuovo bando, ricordiamo che negli ultimi mesi l’Amministrazione è stata impegnata nella complessa attività di predisposizione della documentazione necessaria per ottenere la riautorizzazione della struttura ai sensi della nuova normativa regionale. Un passaggio fondamentale e prioritario rispetto a qualsiasi procedura di affidamento. Tra le attività svolte rientrano anche il finanziamento e l’affidamento dell’incarico per effettuare la verifica di vulnerabilità sismica su una parte dell’edificio, accertamenti indispensabili e propedeutici alla procedura di riautorizzazione, che richiede documentazione strutturale e gestionale prevista dalla normativa vigente.

I numeri, i dati e i risultati raggiunti confermano la correttezza delle scelte compiute. Di fronte all’aumento della domanda di servizi educativi e assistenziali, l’Amministrazione ha scelto di programmare, investire e realizzare interventi concreti, utilizzando al meglio le opportunità di finanziamento disponibili.

Nuovi posti al nido, una scuola dell’infanzia che cresce nelle iscrizioni e una Residenza Protetta accompagnata nel percorso di riautorizzazione sono fatti concreti. È su questi fatti, e non sulle polemiche, che continueremo a misurare il nostro impegno per la comunità di Monte San Vito.

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