I 50 anni di Federica Paccaferri, l’interprete coraggiosa del ‘processo del secolo’: festa a Marrakech

Accompagnata in Marocco da amici e amiche che tra loro non si erano mai incontrati. La 50enne confida: “un viaggio nel segno e in memoria dei miei genitori. Un sequel al ‘Coraggio di restare’? Certamente ma prima ho un altro sogno ancora da realizzare”

‘Il coraggio di restare’, già chi non lei? Federica Paccaferri, moglie, madre (due figli), docente universitaria, interprete, imprenditrice e quel che più conta – a cominciare da lei – figlia dell’indimenticabile Domenico, pioniere nel campo della distribuzione con il marchio Faema ed altri ancora.

Già, il coraggio di restare (che è poi anche e soprattutto la sua opera prima di successo) in ben 7 udienze nell’aula bunker della Corte d’Assise di Macerata nel ‘processo del secolo’: quello a carico di Innocent Oseghale per l’omicidio di Pamela Mastropietro. In una Macerata protetta da una cintura rinforzata da parte delle Forze dell’Ordine, in una città impaurita e silente inutilmente assediata da inviati da tutto il mondo in cerca di un senso ad una vicenda senza precedenti e di ‘uno spirito popolare’ che non voleva emergere, ecco questa maceratese ‘atipica’ bella coraggiosa e piena di forza e determinazione a farsi avanti. a metterci la faccia. L’eccezione alla ‘regola’ poco aurea del luogo. Una ragazza che in questi giorni ha varcato gioiosamente e gloriosamente la soglia dei 50 anni.

Un bel traguardo, Federica…

“Certo. Festeggiato adeguatamente”

Come?

Tre giorni a Marrakech in compagnia di tre amici d’infanzia: Sabrina, Giuliana e Mirko (figli di amici dei miei genitori) della mia compagna del Liceo Scientifico Cristina, della mia cliente amica Ilenia (Gelateria di corso Cairoli: Crème d’arte), dell’amica del cuore sin dai tempi dell’università Nicoletta, di sua figlia Francesca e di mia figlia Matilde. Ed ancora: con mia cugina Sabina e mia nipote Jessica. Una squadra ‘speciale’: undici persone che non si conoscevano se non di nome, messe insieme da me in una città mai visitata prima”.

Interessante, com’è andato il gioco di squadra?

“Benissimo. Il giorno dopo l’arrivo abbiamo fatto una bellissima cena per festeggiare in un bistrot marocchino con musica dal vivo. Ciascun commensale mi ha letto un biglietto d’auguri personalizzato. Tutto molto commovente anche perché alla fine della cena la cantante afroamericana mi ha dedicato il celebre brano di Whitney Houston ‘I wanna dance with somebody” colonna sonora di un balletto che la mia amica ballerina Giuliana aveva creato e inventato per noi con il proposito di farlo tutti insieme una volta arrivati a Marrakech”.

Bilancio finale?

“E’ stato tra i viaggi più belli della mia vita, un sogno che si è avverato e che ho letto come un regalo da parte dei miei genitori per i miei 50 anni”

Perchè Marrakech?

Scelta mia perché Marrakech è stata la meta del primo viaggio premio aziendale dei miei genitori nel 1982. Mi avevano sempre parlato del Marocco e una volta deceduti entrambi, ho deciso che avrei voluto vedere quella città magica. Ripensare ai miei genitori e ai loro racconti me li ha fatti sentire vicini”.

Tra i momenti memorabili in Marocco? 

“Nel deserto sui cammelli e il giro in quad con cena e spettacolo finale. Io in abito color oro scintillante, tutti gli altri in nero con t-shirt personalizzate sull’evento”.

Ed ora pensa ad un sequel al ‘Coraggio’ circa un tema sempre tenuto caldo da Alessandra, la madre di Pamela con interventi  in costante relazione all’attualità (l’ultimo sul referendum Giustizia)?

“Di sicuro scriverò un secondo libro. Ma prima ancora c’è un’iniziativa al momento top secret, cui tengo tantissimo, destinata a restare”.

Potrebbero interessarti anche...

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS